Manzoni, Inni Sacri: Pentecoste

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analisi in generale degli Inni Sacri di Manzoni, con analisi particolare della Pentecoste (2 pagine formato doc)

MANZONI, INNI SACRI: PENTECOSTE

Inni Sacri.

La prima opera dopo la conversione sono gli inni sacri, primo esempio di poesia nuova prima che scoppi la polemica tra innovatori romantici e conservatori classicisti. Scritti a partire dal 1812, pubblica nel 1815 i primi quattro: La Risurrezione, Il nome di Maria, il Natale e la Passione. Sebbene avesse voluto scriverne dodici, corrispondenti alle principali festività del calendario liturgico cattolico, la lunga e faticosa elaborazione del quarto rivelano la difficoltà che Alessandro Manzoni incontra a tener fede al proprio progetto; per questo dopo il 1815 porterà a termine solo La Pentecoste, attraverso tre diverse fasi elaborative, e qualche frammento di Ognissanti.

Inni Sacri e Tragedie di Manzoni: tema svolto


MANZONI INNI SACRI PASQUA

Gli Inni Sacri nascono da una volontà di rinnovamento tematico e linguistico espressa a Fauriel dopo la pubblicazione nel 1809 del poemetto mitologico Urania: Manzoni dice che il modello dominante era stato quello di Monti e Foscolo, che avevano basato il contenuto delle opere sul culto del mondo antico, adottando la mitologia.

Lui vuole cantare invece temi vivi e trattare ciò che è sentito dalla massa di persone, ciò che è popolare. L’artista deve rinunciare al proprio io egoistico, perciò rifiuta Alfieri che aveva esaltato la propria solitudine e Foscolo che aveva esaltato il proprio io eroico, ma deve essere un interprete delle coscienze, soprattutto cristiane, e deve annullarsi nella comunità dei fedeli quando celebrano un avvenimento liturgico.

Inni Sacri di Alessandro Manzoni: riassunto


MANZONI INNI SACRI IL NATALE

Ponendosi dal punto di vista della comunità dei fedeli, egli può tendere a una poesia che non sia più espressione solo dell’io e che non si rivolga più a pochi capaci di intendere i riferimenti mitologici della poesia classicistica, tuttavia può comunque manifestare il proprio entusiasmo religioso di neofita. Per rendere la poesia popolare e comprensibile ricorre a versi agili, come il settenario, l’ottonario o il decasillabo. Sono versi incalzanti, facilmente memorizzabili, vicini al modo di parlare della masse di fedeli quando pregano, quindi capaci di esprimere il senso di fervore dei cristiani durante la preghiera. Il linguaggio è libero da forme auliche. Dal punto di vista del contenuto seguono uno schema articolato in tre momenti: per prima cosa vi è una rievocazione dell’evento liturgico e una spiegazione riguardo come è nato, senza che il poeta insista eccessivamente sull’aspetto teologico, poi spiega come l’evento è vissuto nel suo tempo e infine vi è un’invocazione affinchè l’evento liturgico sia effettivamente utile ai fedeli. Il più importante degli Inni Sacri è la Pentecoste.

Tema sugli Inni Sacri di Alessandro Manzoni


PENTECOSTE ANALISI

Pentecoste. Ebbe una composizione travagliata, passò tra varie stesure e fu terminata solo nel 1822, ma proprio per questo esprime una fase artistica più matura rispetto agli altri Inni. È dedicata alla festa che celebra la discesa dello spirito santo, che aveva dotato gli apostoli di polialia, ossia della facoltà di predicare a tutti i popoli e di essere compresi da tutti anche se parlavano in aramaico. Questa festa oggi cade 40 giorni dopo la Pasqua, mentre nell’800 veniva celebrata 50 giorni dopo la resurrezione.  Il componimento si divide in tre parti: i versi 1-48 presentano la discesa dello spirito santo sulla Chiesa, i versi 49-80 gli effetti della diffusione del messaggio cristiano nel mondo e dall’81 al 144 l’invocazione allo spirito santo perché discenda ancora sugli uomini.