Al mondo di Zanzotto: analisi poesia

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Analisi ed interpretazione della poesia "Al mondo" di Andrea Zanzotto (1 pagine formato doc)

AL MONDO ZANOTTO: ANALISI

Andrea Zanzotto, Al mondo. Le generazioni contemporanee costituiscono la scrittura dell’inesperienza, mentre i poeti del novecento rimanevano empiristi, in quanto maturavano la loro visione del mondo nella loro poesia a partire dalla propria esperienza di vita.
Se Ungaretti nella poesia denunciava l’uomo reificato, qui attraverso il linguaggio avviene la ricerca dei fondamenti conoscitivi del linguaggio stesso.


Le sequenze che vanno dai vv. 3-10 e dai vv. 10-17 sono la traduzione linguistica di operazioni logiche, di tentativi, possibilità, pluralità di scelte dell’uomo di fronte alla complessità.
Non esiste un’unica operazione, tutte le operazioni linguistiche rimandano a molteplici modalità di lettura della realtà, testimoniando il carattere indifferenziato, caotico e inconoscibile dell’esistenza (no Assoluto).
L’invito che il poeta rivolge al mondo è di esistere “buonamente”; esso si colloca al di fuori di ogni possibile integrazione tra oggetto e soggetto, che riconosce l’inutilità degli sforzi compiuti per dare un senso al suo rapporto con le cose. Egli ricerca un possibile contatto (tentativi semantici ex-de-ob) io-mondo.

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POESIA AL MONDO DI ZANOTTO: ANALISI

Tra soggetto e oggetto non è possibile nemmeno una fusione grossolana, essi sono distanti, come sono distanti i pronomi personali Io (v.9) e Tu (v.15). Il tutto è affrontato con ironia, bonarietà, colloquialità, suggellata dalla comica familiarità del riferimento Su münchhausen (v.23). L’analogia rivela quanto scarse siano le aspettative del poeta rispetto al mondo (il barone Münchhausen si liberò dalle sabbie mobili della palude tirandosi da solo per i capelli). Il paradosso esprime l’impossibilità per il mondo di darsi l’esistenza da solo, esso non può affermarsi come realtà senza la mediazione linguistica del soggetto.
Attraverso l’incompletezza “fa che, cerca di, tendi a, dimmi tutto” il poeta esprime ciò che conta davvero, ossia che il mondo faccia qualcosa, batta un colpo. L’importante non è cosa il mondo debba fare, ciò che conta è che faccia qualcosa.
In ogni caso il poeta si pone al centro della realtà, al posto del mondo, rovesciano il giusto rapporto con esso e sfuggendo all’oggettiva resistenza della realtà. L’io deve ricollocarsi, è il mondo sistemato oggettivamente.
Ai vv.7-8 si assiste ad un ulteriore incitamento rivolto al mondo, in modo che esso manifesti la sua esistenza (non accartocciarti in te stesso) e non costringa il soggetto a dar lui un’esistenza (in me stesso).
La seconda strofa (vv. 9-16) esprime i propri dissensi nei confronti di una visione idealistica (Io penso un soggetto = il soggetto esiste). La fine del componimento sembra invece lasciar spazio ad una rivalutazione del mondo idealistico, tuttavia il lettore si ricrederà e interpreterà le scelte poetiche come pura ironia.