Mostri della Divina Commedia, Inferno

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Mostri Divina Commedia: i principali mostri dell'inferno dantesco e della mitologia pagana con immagini (7 pagine formato doc)

MOSTRI DIVINA COMMEDIA

La divina commedia.

I mostri infernali della mitologia pagana. Il primo mostro derivante dalla mitologia pagana che incontriamo è Caronte (canto 3° vv. 82-99/109-110) , il traghettatore dell’Inferno, presente già nell’Eneide di Virgilio, il suo compito è quello di trasportare i nuovi morti da una riva all’altra del fiume Acheronte che separa l’aldiquà dall’aldilà.
La leggenda narra che i morti venivano trasportati nel regno degli inferi solo se disponevano di una moneta, per questo i parenti del defunto usavano porre sotto la lingua di quest’ultimo una moneta d’oro.
Caronte è figlio di Erebo (inferi) e Notte (buio) e a noi viene descritto come un uomo vecchio e magro con i capelli bianchi e la barba lunga e incolta, gli occhi vermigli e indemoniati.
Come già presente ne “le rane” di Aristofane egli urla e maltratta tutti coloro che lo circondano, la scena si ripete nell’Eneide e nell’Inferno dantesco.
Appena nota tra la schiera di defunti Dante e il suo accompagnatore, subito afferma, con stupore che  non sarà lui a trasportare Dante una volta morto bensì una nave più leggera (quella de purgatorio) e di allontanarsi dai defunti, ma viene zittito da Virgilio, il quale spiega al demone che Dante viaggia negli inferi per volere divino.

Figure mitologiche dell'Inferno dantesco

CREATURE DELL'INFERNO

Il secondo essere infernale che si incontra leggendo la divina commedia è Minasse ( canto 5° vv. 4-24), il giudice dei morti, anch’esso presente già nell’Eneide, il quale subito dopo il limbo ascolta i peccati commessi da ciascun defunto e infine avvolge la coda intorno al suo enorme corpo tante volte quanti sono i cerchi che l’anima dannata deve percorrere per arrivare al suo girone.
A noi viene descritto come un uomo di corporatura enorme con una coda squamosa che nei confronti dei peccatori urla per poi maltrattarli.
Quando vede i 2 pellegrini cerca di impedirgli il passaggio con paurose frasi assai scoraggianti ma viene zittito da Virgilio con la stessa frase che viene detta a Caronte nel 3° canto, e come quest’ultimo riprende poi il suo eterno compito di giudice.

Introduzione dell'Inferno di Dante

NOMI DEI DIAVOLI DELLA DIVINA COMMEDIA

Terzo mostro presentato nella Divina Commedia è Cerbero (canto 6° vv.13-33), Dante prese spunto dall’Eneide anche se presente nella mitologia da ben più tempo: per i greci esso era posto all’entrata dell’Ade per impedire la fuga dei defunti dal mondo dell’oltretomba.
Figlio di Tifone (figlio di Gea e Tataro destinato a lottare contro Zeus) ed Echidna (mostro metà donna metà serpente) e fratello della Sfinge, della Chimera, dell’Orco, nella mitologia greca era un cane da cinquanta o cento teste ma generalmente rappresentato con tre a forma di serpente e cosa di drago, i nuovi morti per placarlo dovevano offrirgli cibo (posto insieme all’obolo per Caronte nella tomba).

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