Neoclassicismo e classicismo rinascimentale

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Domande e risposte e i punti focali della poetica di Vincenzo Monti (2 pagine formato docx)

Che cosa vuol dire il termine classicismo?
Significa culto dell’arte classica.
L’origine del nome risale all’età regia della storia romana quando con il termine classis si indicava ciascuna delle cinque classi in cui erano divisi i cittadini possidenti sulla base del loro patrimonio. Il termine in seguito fu usato per indicare i vari gradi o classi della scuola. Quintiliano fu poi il primo ad usare l’espressione “classem ducere” (guidare la classe).


Il primo della classe infatti inconsapevolmente guida e trascina tutta la restante classe e diviene un esempio da imitare per la sua grande intelligenza. Il classicus autor è quindi uno scrittore esemplare, degno di essere ammirato ed imitato.
Con il termine classicismo pertanto si vuole indicare un indirizzo culturale basato sull’ammirazione ed imitazione dei grandi modelli del passato, sia latini che greci, di tutti i lettorati divenuti “classici” la cui fama raggiunge livello mondiale.


Come sorse il Neoclassicismo?
Il prefisso neo sta innanzitutto a distinguere il classicismo dell’età napoleonica dai precedenti classicismi che si susseguirono nella storia della letteratura. Il neoclassicismo fu favorito dagli scavi di Ercolano e di Pompei e dagli studi sull’arte classica fatti da studiosi come Francesco Milizia e Ennio Quirino Visconti, Lessing, Mengs e Wincklemann. In particolare quest’ultimo formulò una teoria sulla bellezza ideale: la bellezza era da intendersi come armonia di forme, perfezione sia per la sfera estetica che passionale. La bellezza più elevata era stata secondo lui quella raggiunta dall’arte greca.