Onde dorate | Giovan Battista Marino

Appunto inviato da nocellailaria
/5

Analisi del componimento tratto da "Rime", raccolta dello scrittore seicentesco Giovan Battista Marino (2 pagine formato doc)

ONDE DORATE: SPIEGAZIONE

"Onde dorate" è un componimento tratto da "Rime", raccolta dello scrittore seicentesco Giovan Battista Marino.

Il poeta, noto esponente della lirica barocca e forte innovatore, supera l'equilibrio del canone petrarchesco attraverso uno stile più artificioso e l'utilizzo sistematico di concettismi, allo scopo di suscitare meraviglia e stupore nel lettore. La stessa poesia è un continuo di metafore basate sull'accostamento di due situazioni differenti: l'atto del pettinarsi e quello della navigazione.

Onde dorate: parafrasi e commento

Infatti Marino identifica il pettine che districa i biondi capelli della donna amata, in una nave d'avorio che solca le onde dorate del mare.

È poi Amore a dividere la chioma in trecce che incatenano e rendono schiavi quanti intendono ribellarsi al suo potere. Attraverso quel mare agitato, il cuore in tumulto del poeta va verso la morte, ma come afferma nella terzina finale, si reputa fortunato poiché lo colpisce tra gli "scogli di diamante" e il "mare d'oro".

ONDE DORATE ANALISI

Lo stesso scoglio può essere inteso come l’ostacolo che si frappone al raggiungimento della donna amata, o potrebbe alludere all’insensibilità all’amore della stessa, come dichiara anche nella terzina finale di un altro componimento, “Amori di pesci” (“Ne però vidi mai, perfida Lilla, te fatta a me cortese, e, se non rotta, men dura, del tuo cor la rigid’alpe”). Ogni termine quindi si carica di un doppio significato, come lo stesso tema centrale: infatti mentre i capelli dell’amata si trasformano in elementi del paesaggio marino, lo stesso paesaggio acquisisce i caratteri della preziosa bellezza femminile, che evoca la presenza d’Amore.

  • Il componimento è un sonetto tradizionale in versi endecasillabi, a rima incrociata nelle prime due quartine(ABBA, ABBA), alternata nelle terzine (CDC, DCD).
  • Dal punto di vista del ritmo, esso è incalzante, ma intervallato da segni d'interpunzione che tendono a coincidere con le strofe e a rallentare il flusso melodico.
  • L’opera è resa particolarmente musicale e armoniosa dai considerevoli echi fonici (dORate, avORiO, errORi, amOr…), numerosi  anche in “Belle rose porporine” del contemporaneo Gabriello Chiabrera”.
  • Dal punto di vista sintattico-lessicale, “Onde dorate” è composta da un vocabolario abbastanza ricercato che attinge anche ai termini quotidiani, ma è sicuramente lontanissima dall’eleganza semplice e raffinata tipica delle poesie petrarchesche (“Solo et pensoso”, “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi”…). I termini del sonetto appartengono a diverse aree semantiche, come ad esempio quella dell’oro (dorate, avorio) e del mare (onde, navicella, mar, naufragio). Non mancano i latinismi (“fendea”, “procelloso”).