Opere di Torquato Tasso: riassunto

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Riassunto dettagliato sulle opere di Torquato Tasso: Rime, Aminta, opere teoriche, Apologia della Gerusalemme liberata, Lettere, Dialoghi e in particolare la Gerusalemme liberata (5 pagine formato doc)

OPERE DI TORQUATO TASSO

Torquato Tasso.

Opere minori. Rime. 2000 componimenti lirici scritti durante tutta la vita, ma soprattutto durante l'età giovanile. Questi componimenti ebbero grande successo, ma durante la reclusione a Sant'Anna vengono pubblicati senza il suo consenso. Durante la reclusione Tasso aveva pensato di raccoglierli per argomento trattato in 4 libri:
I.    libro: argomento amoroso;
II.    libro: argomento encomiastico;
III.    libro: argomento religioso;
IV.    libro: argomenti vari.

Torquato Tasso: biografia

TORQUATO TASSO, POESIE

Dei 4 libri però riesce a raccoglierne solo 2, il resto della produzione rimane sparso.
Il modello è PETRARCA, con cui ha in comune la personalità (vita caratterizzata da un dissidio interiore) e la ricerca della perfezione formale. Però Petrarca con il Canzoniere vuole rappresentare sé stesso servendosi di Laura, personaggio idealizzato, simbolo dell'amore terreno e della poesia.

Petrarca non parla della situazione reale ma idealizza tutto. Crea una biografia ideale. Tasso invece vuole rappresentare la realtà effettiva. Quando parla di donne, parla di donne reali che ha amato o che vuole lodare ma che sono comunque sempre donne con cui ha avuto realmente a che fare.
Sia Petrarca che Tasso mirano alla perfezione ma, mentre il primo cerca la perfezione delle parole e dei versi e la dolcezza del linguaggio, il secondo costruisce versi imperfetti utilizzando molti enjambement ed il “concettismo” (legare parole solo concettualmente, si raggiunge utilizzando molte figure retoriche). Le loro poesie sono quindi completamente diverse: le poesie di Tasso sono nuove e sono quelle che verranno utilizzate nel '600 con la poesia barocca.
Inoltre Petrarca utilizza il sonetto, componimento perfetto con schema fisso; Tasso invece utilizza il madrigale, componimento breve con struttura libera (può essere formato da 2 o 5 terzine e si conclude o con un verso finale o con un distico finale. Era sempre accompagnato dalla musica, quindi la struttura variava in base al ritmo della musica).

TORQUATO TASSO, AMINTA

AMINTA. Dramma pastorale scritto e rappresentato nei giardini del Belvedere sul Po. È una storia d'amore. Aminta è un pastore innamorato della ninfa Silvia consacrata alla dea Diana, dea della caccia, quindi si interessa poco all'amore e rifiutava Aminta. Aminta, disperato, si fa convincere dal vecchio Tirsi a cogliere un'occasione favorevole: Silvia sta facendo il bagno ad una fonte, Aminta deve accerchiare la dea che alla fine gli si concederà. La ninfa, però, è stata catturata da un satiro che la ha legata ad un albero per violentarla. Aminta la salva ma la dea continua a non considerarlo e scappa. Aminta la segue, trova il suo velo insanguinato e teme che sia stata uccisa dai lupi, quindi si getta da un dirupo. Silvia, quando scopre la cosa, teme la morte di Aminta e corre da lui. Aminta è ancora vivo, così i due possono finalmente vivere felici.
A livello di intreccio l'opera non è originale ma è significativa per il notevole spazio dato al sentimento d'amore, descritto in tutte le sue sfaccettature. Emergono diversi tipi d'amore (dimostrazione che Tasso rappresenta le cose a tutto tondo):
•    sensuale e appassionato di Aminta, che lo spinge al suicidio quando teme di aver perso l'amata;
•    disinibito di Tirsi, che spinge Aminta da Silvia e a vivere il sentimento solo come qualcosa che rende piacevole la vita;
•    violento del satiro, che cerca di giustificare il tentativo di violenza affermando di essere brutto e povero e che l'unico modo che ha per ottenere ciò che desidera è quello;
•    mitico appartenente all'età pagana, espresso nel coro del primo atto, in cui si celebra l'età dell'oro in cui gli uomini vivevano l'amore senza senso di vergogna.
L'amore mitico e l'amore disinibito rappresentano il vero pensiero di Tasso sull'amore (infatti Tirsi rappresenta Tasso).
L'opera è importante sia perché descrive il sentimento, sia perché vuole alludere polemicamente alla vita di corte. Tasso prova un sentimento di repulsione per la corte perché chi sta nelle corti sembra una persona tranquilla, benevolente, ma spesso non è così. Con la celebrazione dell'amore mitico Tasso celebra quella che dovrebbe essere la società.
L'Aminta è un dramma pastorale, cioè un genere misto che risponde ai caratteri della cultura manieristica. Mette insieme tragedia, commedia e poesia bucolica:
•    tragedia: ne riprende la drammaticità degli eventi ma se ne distacca perché non c'è un finale tragico;
•    commedia: ne riprende il lieto fine e le storie di vita quotidiana ma se ne distacca perché non c'è una comicità diretta;
•    poesia bucolica/pastorale: i paesaggi e i personaggi sono pastori però non sono descritti nei loro lavori quotidiani ma nei loro problemi amorosi.

TORQUATO TASSO: OPERE TEORICHE

Tasso mentre componeva le sue opere studiava sempre i generi letterari per capire come andavano strutturate.
Le opere teoriche sono momenti di riflessione sui generi letterari a cui il poeta fa ricorso.
L'opera più importante è I Discorsi dell'arte poetica scritta a Padova nel periodo in cui segue un corso universitario sulla poetica di Aristotele. Nei discorsi tiene conto dell'unico libro trovato di Aristotele e descrive la sua posizione sul genere epico. Secondo i due il poema epico può essere definito un'opera unitaria ma allo stesso tempo varia. Infatti è un'opera completa ma, essendo aperta, racchiude in sé vari argomenti. Tasso, riprendendo Aristotele, lo definisce un “piccolo mondo che racchiude la varietà del reale”.
Da Aristotele riprende anche la concezione dell'arte, imitazione della realtà. La produzione letteraria deve quindi rimanere legata al vero, deve essere verosimile. Per Tasso il “verosimile” del poema epico deve derivare dalla storia, fondamentale per scrivere un poema epico. Tasso si rende conto che il poema epico risulta avvincente per la parte fantastica, che non può essere verosimile. Afferma quindi che il fondamento deve essere la storia ma l'elemento meraviglioso (gli eventi fantastici) può essere sostituito dal “meraviglioso cristiano” cioè i miracoli divini e gli interventi satanici, eventi irrazionali ma in cui i cristiani credono.
Definisce lo STILE da utilizzare per il genere epico, lo stile sublime, intermedio tra stile tragico e stile elegiaco.
Definisce anche la FINALITÀ DELL'ARTE con la teoria oraziana del “docere e delectare”.
L'opera sarà in seguito ampliata e pubblicata con un nuovo titolo: Discorso del poema eroico.
Nella revisione afferma che lo scopo dell'arte è soltanto quella di “docere” perché nella parte finale della vita Tasso impazzisce e si affida alla Chiesa che abolisce il “delectare”.

TORQUATO TASSO, GERUSALEMME LIBERATA

APOLOGIA DELLA GERUSALEMME LIBERATA
Difende la Gerusalemme Liberata dall'Accademia della Crusca che aveva mostrato molto interesse per Ariosto e aveva affermato che la Gerusalemme Liberata aveva toni troppo bassi.
LETTERE - Vasto epistolario composto da circa 1700 lettere, è un'autobiografia intellettuale in cui il poeta crea il proprio mito, che i posteri contribuiranno ad arricchire. La produzione è sorretta da un forte intento letterario e caratterizzata da uno stile letterario ricercato ed elegante e da un'alta eloquenza.
I motivi conduttori delle Lettere sono: dolore, vita di corte, viaggi, questioni letterarie e condizione di recluso durante la prigionia a Sant'Anna (qui compone 500 lettere rivolte ad amici, prelati e signori).
Sono importanti le lettere in cui si evidenzia la coscienza malata del poeta, preda di allucinazioni, ossessioni e incubi.
Sono interessanti le lettere poetiche dirette a Scipione Gonzaga finalizzate a difendere la Gerusalemme Liberata.