Parini: il giorno, Risveglio, La vergine cuccia

Appunto inviato da ikappa2004
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Brevi e sintetiche descrizioni di tre opere di Parini: "Il Giorno", "il Risveglio", "La vergine Cuccia". (2 pagine formato doc)

Uno stesso impianto illuministico è nel Giorno Il giorno:Il capolavoro o l'opera più famosa del Parini è il poemetto il "Giorno", in cui il poeta satireggia, in nome di ideali civici e morali, i costumi della decaduta nobiltà lombarda.
è un poemetto satirico-didascalico in endecasillabi sciolti.Nel "Giorno" il Parini finge di essere il precettore di un nobile (il "Giovin Signore) e di insegnargli come meglio trascorrere, secondo i dettami della moda, la sua giornata. In realtà, attraverso questa finzione polemica e sarcastica, egli mette spietatamente in luce l'ozio, la corruzione e il vuoto spirituale che stanno dietro il fasto e la solennità dei nobili del tempo. La critica del mondo ozioso dei nobili è in Parini non tanto politica quanto morale: l'autore auspica infatti che i nobili tornino a meritare il ruolo di guida loro assegnato, riacquistando uno spessore morale adeguato.
I temi di eguaglianza sociale e la valutazione positiva delle qualità ancora integre del popolo, sono quindi da considerarsi sempre all'interno di una cornice ideologica moderata.La prima parte dell'opera, il "Mattino", fu pubblicata nel 1763, la seconda, il "Mezzogiorno", nel 1765. Doveva seguire la "Sera", ma essa si sdoppiò in due parti: il "Vespro" e la "Notte", rimaste incompiute e pubblicate postume perché il Parini non si sentì più di infierire contro la classe nobiliare quando la vide duramente colpita dalla Rivoluzione francese. Qui i nobili vengono descritti in linee più generiche.Inoltre egli era diventato un artista incontentabile che cercava di portare alla perfezione espressiva la sua opera, sulle orme del neoclassicismo, quel movimento artistico-letterario che incominciava ad affermarsi verso la fine del 1700 e che appariva, sulle orme dei classici, come il ritrovamento di un ideale di nobile semplicità, di serena grandezza e di composta armonia umana. Parini guardava al mondo nobiliare non solo con un senso di repulsione per i suoi aspetti negativi, ma anche con un senso di attrazione per l'eleganza, la grazia e la bellezza che avrebbero dovuto rispecchiare la gentilezza, la bontà d'animo e le virtù che egli intendeva incrementare nei nobili del suo tempo per riscattarli dai loro vizi e pregiudizi.Ma se i superstiti aspetti parzialmente o potenzialmente positivi del mondo nobiliare affascinavano il Parini, il suo vuoto morale, intellettuale e spirituale non poteva che suscitare in lui riprovazione, la quale assume i toni più accesi nella redazione originaria del "Mattino" e del "Mezzogiorno".Centro unificatore del "Giorno" è comunque la coscienza morale del Parini, che, soprattutto nelle sue prime due parti nella forma originale, si esprime attraverso un'ironia che va dalla caricatura alla parodia, alla satira, al sarcasmo e che talvolta trapassa nell'indignazione, nello sdegno, nell'accusa rovente (come nel celebre episodio "La vergine cuccia" del "Mezzogiorno") .Risveglio:Il brano,scritto in stile aulico, tratto dal mattino, mette a confronto il risve