La partenza di Enea e la morte di Didone

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Commento e analisi del brano "La partenza di Enea e la morte di Didone", che fa parte dell'Eneide (1 pagine formato doc)

Dopo le nozze tra Enea e Didone, volute da Giunone e Venere, Enea riceve la visita di Hermes, messaggero degli dei, che gli ordina di partire immediatamente.
Infatti il Fato di Enea deve compiersi, e questo non può accadere se l'eroe troiano resta a Cartagine.

DIDONE ED ENEA >>


Perciò Enea, in piena notte, sveglia i compagni e li sollecita a prendere posto ai remi, e lui stesso taglia con la spada le corde d'ormeggio delle navi.
Enea è assolutamente obbediente agli dei, perciò le sue azioni non sono autonome, ma condizionate dal destino.

L'ENEIDE >>

La flotta parte proprio mentre sorge l'alba. Didone guarda la flotta allontanarsi e il porto completamente vuoto, immagine di suicidio che anticipa la sua morte.

La regina invoca Giove e si chiede se Enea andrà schernendo il regno di Cartagine; con i pronomi che usa si indica lo sdoppiamento di Didone, che soffre e allo stesso tempo assiste al proprio dolore.

L'EPICA E I SUOI PROTAGONISTI >>


Pensa che sarebbe stato meglio uccidere lui e i suoi uomini, piuttosto che accoglierli; pensieri, questi, dettati dalla rabbia di essere stata abbandonata.