Pasolini Pier Paolo

Appunto inviato da cicone1987
/5

Vita ed opere di Pasolini. Il vertice della saggistica provocatoria dell’autore è costituito da 2 volumi: Scritti corsari (1975) e Lettere Luterane (1976). (4 pagine formato doc)

“ Amo la vita così ferocemente, così disperatamente, che non me ne può venire bene: dico i dati fisici della vita, il sole, l'erba, la giovinezza:…e io divoro, divoro, divoro…Come andrà a finire non lo so” [da Ritratti su misura, a cura di Elio Filippo Accocca] “.

Nel Ventidue, l'anno in cui Mussolini va al potere, Pier Paolo Pisolini nasce, a Bologna, il 5 marzo.

Il padre, Carlo Alberto Pisolini è ufficiale di fanteria, di antica famiglia ravennate, la madre, Susanna Colussi, è maestra elementare, di famiglia contadina originaria di Casarsa nel Friuli.
Durante l'infanzia e l'adolescenza, a causa dei continui trasferimenti del padre (ufficiale di carriera), si sposta prima a Parma, quindi a Belluno, Conegliano, Cremona e Reggio Emilia. Fondamentali rimangono i soggiorni estivi a Casarsa, l'incontaminato, primitivo, puro mondo campestre a cui sarà strettamente legato il suo esordio letterario e a cui emotivamente lo scrittore rimarrà legato per tutta la vita. Dopo il liceo, nel 1939 s'iscrive alla Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna, dove vive “il grande periodo dell'Ermetismo, studiando con Longhi(1). Nel 1942 pubblica a proprie spese un volumetto di poesie che suscita l'interesse di Gianfranco Contini, Poesie a Casarsa. La raccolta è stata scritta in dialetto friulano, in quella che è per lui “lingua pura per poesia”: in quel momento della storia italiana (motiverà più avanti in Passione e ideologia) l `unica libertà rimasta pareva essere la libertà stilistica. In quello stesso anno, intanto, il padre (con cui non ha buoni rapporti) è prigioniero degli inglesi in Africa. L'8settembre del '43 Pasolini fugge da sotto le armi e torna a Casarsa, dalla madre. Dopo la fuga dalle armi, “ossessionato dall'idea di finire uncinato; chè cosi finivano nel Litorale Adriatico i giovani renitenti alla leva o dichiaratamente antifascisti”, Pisolini trascorre i lunghi mesi dell'occupazione nazista nella cittadina friulana e nel vicino borgo di Versuta. Qui, in casa, con mezzi di fortuna, organizza una scuola gratuita per pochissimi alunni, mentre continua ad occuparsi del recupero del dialetto friulano con un gruppo di amici. Delle privazioni, dei pericoli, degli amori omosessuali, degli incontri, di quegli anni vissuti a contatto con la natura, Pisolini racconta in diari, in scritti autobiografici, e in abbozzi letterali rimasti allora inediti. Nel maggio del 1945 riceve la tragica notizia della morte del fratello Guido (nato nel 1925). Partigiano nella divisione di Osoppo legata al Partito d'Azione, Guido Pisolini fu ucciso in un oscuro episodio “da mano fraterna nemica”, ossia da gruppi partigiani comunisti uniti agli sloveni che in quel momento intendevano annettersi il Friuli. Nell'autunno di quello stesso anno, Pier Paolo si laurea con Carlo Calcaterra, con una tesi dal titolo Antologia della lirica pascoliana (introduzione e commenti). Sempre in quell'autunno, finita la gue