Il pensiero di Luigi Pirandello

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Note sintetiche sui punti ricorrenti del pensiero del celebre autore (2 pagine formato doc)

Pirandello. Il pensiero

Per quanto riguarda il suo pensiero si rifà ad Henri Bergson e fa parte del filone vitalistico.
Infatti Pirandello dice che la vita è un eterno divenire poiché il movimento vitale è eterno.
La vita è una continua trasformazione da uno stato ad un altro quindi è un continuo divenire.[Sta facendo riferimento ad Epicuro attraverso le fonti dell'autore latino Tito Lucrezio Caro.Epicuro è un filosofo dell'antica Grecia che operò circa nel 300 a.C. La sua dottrina mirava al raggiungimento del piacere e cosa importante continua la teoria degli atomi di Democrito(altro filosofo dell'antica Grecia) sostenendo che dalla disgregazione e dall'aggregazione degli atomi si può dare vita ad un'altra materia].
Per Luigi la vita può essere paragonata ad un "magma incandescente" di una vulcano che scorre, è un "fluido morbido" in cui si staccano parti degli elementi che danno vita alla "Forma". La Forma nasce dalla vita, ma nel momento in cui il magma si irrigidisce la vita in questa forma è morta.

Noi siamo Forma per Pirandello, noi tendiamo a cristallizzarci in forma individuale, però non siamo solo noi ad attribuirci la Forma ma sono anche gli altri ad attribuirci la Forma. Il problema nasce dal fatto che la forma che noi ci attribuiamo non coincide con quella che gli altri ci affibbiano. Quindi noi crediamo di essere 1 ma siamo 100.000 e di conseguenza non siamo nessuno. Pirandello ci dice che queste forme sono le "MASCHERE" imposte da noi stessi e dal contesto sociale. Questa teoria si chiama "TERORIA DELLA FRAMMENTAZIONE DELL'IO".

Questo concetto è tipico della società novecentesca in cui c'è il naufragio delle certezze, nel senso che si affermano e si diffondono tutto una serie di tendenze che cercano di "frammentare" e "spersonalizzare" l'essere umano (Per esempio nascono le metropoli dove l'uomo non conta più niente).