Poesie di Montale: analisi

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Analisi dettagliata delle principali poesie di Montale: "Spesso il male di vivere ho incontrato", "Non chiederci la parola", "Forse un mattino andando in un'aria di vetro" e "Non recidere, forbice, quel volto" (3 pagine formato doc)

POESIE DI MONTALE: ANALISI SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO

Spesso il male di vivere ho incontrato (1924), da "Ossi di seppia". 
Il titolo qui non indica il contenuto come invece in Ungaretti.
Parole al limite dell’espressionismo, uso di suoni in senso espressionistico che evidenziano l’arsura (era il cavallo stramazzato).
Il male di vivere è la condizione esistenziale, questo non è spiegato ma diventa un incontro con alcuni oggetti che significano il male di vivere (il rivo strozzato che gorgoglia).
Quest’aridità, condizione del male di vivere, è collegata anche al paesaggio ligure estivo.
V 5 Non ho conosciuto altro bene al di fuori del prodigio che la divina indifferenza schiude : l’indifferenza è l’unico bene ( è un bene relativo )concesso all’uomo, ma sembra caricarsi di una valenza divina, di fronte alla miseria del mondo non c’è una divina provvidenza ma al massimo una divina indifferenza.

Qui è personificato dalla maiuscola ed è accompagnato dall’aggettivo ‘divina’.
L’indifferenza l’una soluzione al male di vivere.
I tre oggetti che significano questa divina indifferenza sono: ‘la statua’, per la sua fredda e marmorea insensibilità; ‘la nuvola e il falco’ perché si trovano in alto, staccati dalla miseria del mondo.
( cfr pittura metafisica, quadri di Carrà e De Chirico )
V3-4 Enjambement
Non chiederci la parola (1923):
da ‘Ossi di seppia’
3 quartine, versi di varia lunghezza.
Contro la pretesa di una parola che riveli la verità, al contrario di Ungaretti che diceva che il poeta è colui che scopre la parola rivelatrice, Montale afferma: non chiederci la parola che squadri da ogni lato il nostro animo senza forma ( senza bellezza ) che lo rendi regolare e uniforme e che sia capace di descriverlo in maniera chiara e che risplenda come un fiore con dei colori molto vivaci, perduto in mezzo ad un prato polveroso.
Contrapposizione: In quest’assenza di significato la parola che risplenda come un fiore perduto, isolato in un prato polveroso; non è possibile una parola così.
V4 perduto, polveroso, prato : allit ‘p’e rimanda al paesaggio riarso.
V 5 il poeta prende le distanze dall’uomo sicuro di sé, il sano, amico agli altri e a sè stesso, e non si preoccupa della sua ombra che la luce dell’estate stampa sopra il muro scalcinato ( l’ombra stampata è un oggetto che significa la negatività del’esistenza ).
Il MURO come limite.
V 9 Torna all’inserzione iniziale: non domandarci la formula ( la formula è una frase che definisce qualcosa ) che possa rivelarti verità nascoste, bensì qualche sillaba storta e secca (una poesia ridotta a poche parole secche) come un ramo (contrapposto al croco, che è una poesia ricca).
Codesto solo questo possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò non vogliamo ( non siamo più i poeti-vate del passato e né vogliamo esserlo ).
V 10 Inversione sintattica che fa nascere un ritmo dissonante e accentua il significato.
V11 anticipazione dell’oggetto ‘codesto solo possiamo dirti’, propria di un andamento prosaico con valore enfatico.
Affermazioni negative, come negli scapigliati; un clima in cui non si da dire bene chi è il poeta e/o la funzione della sua poesia, si può dire solo ciò che è e che non vuole essere: è un affermazione polemica, di dissociazione.

Tema su Montale

POESIE DI MONTALE: FORSE UN MATTINO ANDANDO IN UN'ARIA DI VETRO

Forse un mattino andando in un’aria di vetro (1923). Da ‘Ossi di seppia’ - Due quartine di versi che superano l’endecasillabo, Rime AB (ipermetra = una sillaba in più alla fine del verso).
E’ la poesia più nichilista di Montale.
v1-2 assonanza ‘aria’ – ‘arida’
v3-4 enjambement
v5 ‘terrore di ubriaco’ : è la vertigine di fronte al nulla accentuato dall’allit. Della ‘r’
v6 ‘alberi case colli’ assenza di interpunzioni, effetto di velocità.