Promessi Sposi: capitolo XXV

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Dettagliata descrizione del capitolo XXV dei Promessi Sposi, guida alla lettura (tempo, luoghi e personaggi), osservazioni e tema centrale del capitolo (4 pagine formato doc)

PROMESSI SPOSI
CAPITOLO XXV
Nel paese di Lucia giunge presto notizia dei fatti straordinari di cui la fanciulla è stata protagonista e subito tutti associano alla sua storia il nome di don Rodrigo, ritenuto responsabile delle sue sventure.
Al paragone del grande gesto dell’innominato, la figura di don Rodrigo, nella considerazione popolare, immiserisce assai le sue proporzioni, e nel paese di comincia a parlare più apertamente delle malefatte sue e dei suoi cortigiani, come il dottor Azzecca-garbugli ed il podestà.


Da parte sua don Rodrigo rimane come fulminato da quella notizia così impensata, e si rinchiude nel suo palazzo, rodendosi dalla rabbia, ma il dispetto si trasforma ben presto in paura, quando si sa che il cardinale sarebbe venuto presto anche in quel paese.
Per evitare un incontro molto imbarazzante per lui, don Rodrigo preferisce partire per Milano, “sbuffando e giurando di tornare presto, in altra comparsa, a fare le sue vendette”.
Quando il cardinale giunge al paese, lo trova addobbato a gran festa, mentre tutti gli abitanti gli vanno incontro alla rinfusa, senza rispettare gli inviti di don Abbondio a procedere ordinatamente, in fila.

Come sempre, il cardinale è circondato dalla folla e stenta ad entrare in chiesa; quando riesce a raggiungere l’altare, dopo aver alquanto pregato, pronuncia un breve discorso, ricordando il suo amore per tutte le anime a lui affidate.
Al termine della funzione, si ritira nella casa del parroco e, tra altri discorsi, domanda a don Abbondio informazioni su Renzo; il curato, riconosce la sua onestà e afferma di non sapere giustificare le gravi accuse contro di lui.
Il cardinale gli assicura che provvederà a mettere in salvo Lucia, e dà ordine che la fanciulla sia condotta da lui il giorno seguente, con la madre.