Purgatorio Canto 1: parafrasi

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Parafrasi completa del primo canto del Purgatorio della Divina di Dante Alighieri (3 pagine formato doc)

PURGATORIO CANTO 1: PARAFRASI

Purgatorio Canto 1 Dante.

La navicella del mio ingegno, per correre migliori acque, si eleva verso nuove frontiere, lasciando dietro di sé l'infernale mare crudele, dove onde malefiche s'intersecano burrascose; e canterò di quel secondo regno, dove l'umano spirito si purifica e si predispone ad assorbire un migliore influsso energetico, che lo renda degno di accedere nei pianeti paradisiaci. E qui dove la foschia si sperde nella luce della Conoscenza, io che son dei vostri, divulgatore di Verità, vi prego, o sante Muse, di illuminare la mia mente, e prego Calliope che si levi in mio aiuto con quel suono di veritiera parola, di cui le misere Piche avvertirono dalla Giustizia Divina un colpo tale, che fece disperar loro di ottenere il Celeste Perdono. 
Le Piche, nella Mitologia, furono le Pieridi, figlie del re tassalo Pierio, le quali, abili nel canto, osarono sfidare le Muse, ma furono vinte dalla dea Calliope che le trasformò in gazze dalla vice chioccia.

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Questo è il commento letterale, ma ben altro offre al lettore attento il significato di queste parole. Pareva che il cielo godesse della luce divina delle "quattro stelle", rivelanti l'amore che spinge i Fratelli del Cielo a manifestarsi ai fratelli della Terra.
O povero mondo terreno, lontano dalla Verità, incapace di riconoscere quelle "Luci Sante", che fanno testimonianza dell'amore immenso dei Fratelli del Cielo che vibra nel Creato. Distolsi da loro lo sguardo, volgendomi all'altro polo, là dove il Carro era già sparito, vidi accanto a me un vecchio giunto solo (senza mezzo di volo), egli appariva degno di tanta reverenza che di più non potrebbe averne per un padre alcun figliuolo.

Purgatorio Canto 1 e 2: commento

PURGATORIO CANTO 1: PARAFRASI DEL TESTO

Aveva lunga barba e capelli brizzolati, che gli scendevano in due bande fino al petto. I raggi dei "dischi volanti" (che, usciti dall'astronavemadre, lo avevano accompagnato fino ad una certa distanza da noi), illuminavano il suo viso, così che io lo vedevo come fosse stato illuminato dal sole. «Chi siete voi che, in contrasto alla fiumana cieca di Conoscenza, siete fuggiti dalla prigione infernale?», (domandò il vecchio illuminato dalle quattro luci sante). «Chi vi ha guidati, chi vi illumina la mente così tanto da farvi uscire dalla profonda notte che eternamente offusca la valle del pianto? Sono così disarmonizzate le Leggi espiative? o è mutato nel cielo, in un nuovo Consiglio, il processo della Divina Programmazione, fino al punto che voi dannati possiate giungere al riparo della mia dimensione?» Il mio Duca allora si affrettò, con parole, con mani e con cenni, a farmi inginocchiare e chinare il capo in segno di reverenza. Poi gli rispose: «Non venni qui di mia iniziativa; fu una donna scesa dal Cielo che mi pregò di accompagnare costui e di guidarlo sul Cammino della Conoscenza. Ma dal momento che tu vuoi sapere più chiaramente la nostra condizione, non posso che ubbidire inchinandomi al tuo volere. Questi non vice mai la sua ultima ora nell'annullamento del "Gran Rifiuto", per Celeste aiuto, anche se l'ultima sera, per la sua follia, gli fu molto vicina. Come già detto, fui mandato a lui, perché poco tempo aveva per salvarsi ed altra via non c'era oltre che questa.

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