Epopea di Gilgamesh

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Relazione sull'Epopea di Gilgamesh (3 pagine formato doc)

L’Epopea di Gilgamesh è uno dei più antichi poemi conosciuti.
È anteriore ai poemi omerici, risalenti all' VIII secolo a.C. (la guerra di Troia è del XII secolo), o ai Veda indiani, risalenti al 1500 a.C.  Infatti, le prime redazioni del poema di Gilgamesh risalgono a prima del 2000 a.C., e sono quelle composte in numerico. Il testo più antico ritrovato in cui si parli di Gilgamesh risale al 2500-2400 a.C. e proviene dalla biblioteca di Ebla, città rinvenuta da archeologi italiani in Siria. Altre tavole su Gilgamesh sono state rinvenute in Anatolia, nell'Urartu, scritte in elamita, in Palestina, oltre a centinaia di siti archeologici in Mesopotamia.

Le copie dell’Epopea pervenute fino ai giorni non risalgono in realtà al XII secolo ma furono ricopiate dagli scribi nel corso dei secoli , e la copia più famosa e meglio conservata è quella incisa su 11 tavolette di argilla, rinvenute in quella che era la Biblioteca del Palazzo Reale del re Assurbanipal (669 a.C.-628 a.C.), a Ninive, capitale dell’impero assiro.

Il fatto che molte tavole relative alla saga di Gilgamesh siano state trovate non solo in Mesopotamia, ma anche presso i popoli venuti a contatto con la cultura assiro-babilonese, testimonia che fin dall'antichità fu riconosciuto il grande valore artistico di quest'opera.  Oggi è considerata tra gli studiosi come patrimonio culturale di tutta l’umanità, al pari della Divina Commedia, dell’Iliade, dell’Odissea e del Faust di Goethe.

L’Epopea narra le gesta di Gilgamesh, conosciuto come il mitico re sumero, semidio sovrano di Uruk (città sorto nelle vicinanze del Golfo Persico, oggi Iraq) alle prese con il più drammatico problema dell’umanità e dei comuni mortali: la morte.