Relazione visita a Fossoli

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Relazione della visita didattica al campo di Fossoli (2 pagine formato doc)

Relazione sulla visita d’istruzione a Carpi e Fossoli - Il mattino dell’11 maggio, la nostra classe, accompagnati dalla professoressa Ascione siamo andati in visita didattica a visitare il Campo di transito di Fossoli  e in seguito il “Museo monumento al deportato politico e razziale” di Carpi.
Visto che stiamo affrontando l’argomento del nazismo e della seconda guerra mondiale in storia, abbiamo voluto approfondire le nostre conoscenze.
Alle 8 siamo partiti col pullman dal parcheggio vicino alla nostra scuola, e siamo arrivati alle 9 al Campo di Fossoli, dove ci aspettava la nostra guida.
Il “Campo di transito di Fossoli” che venne inaugurato nel 1942, in un luogo strategico perchè era servito da un importante nodo ferroviario.

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Al suo interno avveniva una netta separazione tra ebrei e prigionieri politici, situati in due zone divise e agli ebrei erano riservate 8 baracche.
Recentemente è stata ristrutturata una baracca, ma a causa del terremoto dell’anno scorso risultava inagibile e non abbiamo potuto visitare il suo interno.
Ci è stato raccontato che nel campo di Fossoli non avvenivano subito quelle drastiche separazioni delle famiglie che invece avvenivano negli altri campi ma che furono introdotte nel ’44.
Lì regnava un clima di calma apparente, perché i deportati che ci vivevano non si rendevano conto di ciò a cui andavano incontro: sapevano solo che sarebbero stati trasferiti per andare a lavorare in Germania.
In questo campo fu richiuso anche lo scrittore Primo Levi.

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Finita la visita al Campo di Fossoli siamo andati al “Museo monumento al deportato politico e razziale” di Carpi.
Il museo è composto, oltre che da stanze interne, anche da una area esterna, nella quale sono situati 16 monoliti di cemento armato, che ricordano lapidi mortuarie, con incisi alcuni nomi dei più tragici campi di di sterminio nazisti, tra cui quello di Fossoli.
Il museo è stato ideato da un gruppo di famosi architetti: Belgioioso, Banfi, Peressutti e Rogers (BBPR).
Nell’ingresso del museo si viene accolti da un’introduzione di Bertoldt Brecht, sulle pareti sono stati scolpiti in rosso alcuni brani tratti dalle lettere dei condannati a morte durante la Resistenza, che trasmettono le sofferenze subite.

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