Riassunto sul romanzo del '900

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Le caratteristiche del romanzo novecentesco: riassunto (1 pagine formato doc)

ROMANZO DEL 900

Le caratteristiche del romanzo del Novecento.

Dopo la grande stagione del romanzo storico e quella altrettanto significativa della narrazione naturalista-verista, si assiste in Europa e in Italia, nei primi decenni del Novecento, a una graduale trasformazione delle strutture e del linguaggio del romanzo. Il romanzo ottocentesco era basato sulla convinzione della possibilità di conoscere il reale mediante la ragione e di individuare in esso un ordine stabile, su cui si potesse fondare ogni vivere civile.
L’interesse veniva tutto proiettato sul mondo esterno, a descrivere prevalentemente i rapporti dell’uomo con la società. L’intreccio del romanzo veniva inteso come oggettivo svolgersi dei fatti in successione cronologica ; il personaggio era unitario e monolitico, trattato su un unico piano psicologico.

Il romanzo del '900: riassunto

EVOLUZIONE DEL ROMANZO NEL 900

La realtà era colta soprattutto attraverso le due percezioni della vista e dell’udito.

Lo scrittore si proponeva di rappresentare la realtà oggettivamente, senza alcuna intrusione soggettiva. Già con il romanzo decadente ( si pensi a Controcorrente di Huysmans e al Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde) si avverte la crisi della narrativa ottocentesca nelle sue forme storiche. Alla fine dell’Ottocento e ai primi del Novecento un mutamento di prospettiva travolge i canoni del romanzo naturalista e, più in generale, della tradizione. Il tempo come durata di Bergson, la relativizzazione dello spazio e del tempo di Einstein, l’importanza attribuita all’inconscio da Freud e da altri maestri della moderna psicanalisi, determinano un nuovo modo di intendere la realtà e il rapporto tra l’uomo e l’ambiente. Certo non si può dire che gli scrittori conoscano sempre direttamente o profondamente le opere degli scienziati e dei filosofi; è indubbio però che le loro antenne sensibilissime riescono a captare il nuovo clima culturale.

IL ROMANZO DEL 900 IN BREVE

La nuova realtà politico-sociale caratterizzata dalla crisi della società borghese e dei suoi valori orienta gli scrittori - da Pirandello , a Svevo, da Proust a Mann, a Joyce ecc. – alla ricerca di nuove tecniche narrative, di nuove possibilità romanzesche. Diventano insufficienti le forme letterarie tradizionali per raccontare la frantumazione , il caos, la mancanza di un baricentro della realtà, e vengono sovvertiti i canoni del romanzo naturalista e, più in generale, della tradizione.
Il nuovo romano presenta alcune caratteristiche, tematiche e formali, ricorrenti :
la narrativa dell’io :  l’interesse degli autori è rivolto al mondo soggettivo e anche la realtà è rivissuta e misurata nelle sue risonanze interiori; non sono trascritti più i “fatti”, ma i moti e i flussi della coscienza, proprio perché della realtà si ha ora una visione frantumata (casualità e assurdità );

TECNICA DEL ROMANZO NOVECENTESCO

il narratore e la polifonia dei punti di vista : non c’è più un solo punto di vista, superiore e onnisciente, ma più prospettive per adeguarsi alla mutevolezza del reale;
il tempo interiorizzato : le relazioni spazio temporali sono profondamente alterate perché passato e presente si intrecciano continuamente;
la destrutturazione dell’intreccio : scompare il racconto dall’intreccio coerente; ora l’intreccio si sviluppa in modo discontinuo tra flash back e flussi di coscienza, come è discontinua la percezione della realtà. La narrazione non si muove più su un solo piano, ma su più piani, simultaneamente, a seconda dei diversi punti di vista;