Le ricordanze: analisi

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Le ricordanze: analisi strutturale, formale e sintattica, figure retoriche, commento dettagliato e riflessioni dell'opera di Giacomo Leopardi (1 pagine formato doc)

LE RICORDANZE: ANALISI

Le Ricordanze” di Giacomo Leopardi. Fu composta nel 1829 a Recanati.

Il cielo stellato descritto all'inizio del canto serve per far prendere contatto al poeta con l'adolescenza. Leopardi ricorda le illusioni giovanili e la consapevolezza della loro caduta. Vi è un intreccio di rumori, profumi, suoni come quello del vento fra gli alberi. La gente di Recanati ride di Leopardi e della sua cultura. È ignorante.
Credono che Leopardi si senta superiore a loro. Leopardi non si sente capito. Recanati ha due volti:
-volto mitico: “dorate vie”
-volto aspro e selvaggio popolata da gente barbara e zotica che portano un senso di incomprensione e solitudine nel poeta. Segue il tema della giovinezza che è il valore più grande della vita. È la speranza. La giovinezza viene elogiata e viene descritto lo struggimento per perderla. Il ritorno dei ricordi espresso metaforicamente dal vento. Il tema del suono che arriva nella notte associato al ricordo dell'infanzia è già presente nella “Sera del dì di festa”. È poetico un suono di cui non s conosce l'origine e la fine. Le percezioni rinviano ad un ricordo del passato, della giovinezza cioè il ricordo della illusione. La dinamica è: il ricordo delle illusioni nasce dall'esigenza di felicità, ma esso rinvia allo stesso tempo al ricordo della loro caduta che è infelicità.

L'infinito di Leopardi: analisi, parafrasi e figure retoriche

LE RICORDANZE: ANALISI FIGURE RETORICHE

L'unica speranza che Leopardi ha è la morte che è cessazione di dolore. Quando egli sarà vicino alla morte il ricordo delle illusioni istillerà dolore. Quando Leopardi è stato malato, temeva di morire e perciò desiderava la vita. Il desiderio della morte è coopresente al desiderio della vita. Viene celebrata la giovinezza come il tempo in cui si ama e il futuro appare gioioso. Leopardi vede la giovinezza come il tempo migliore. I luoghi sembrano portare impressa l'impronta delle cose che se ne sono andate. Il ricordo e la consapevolezza del passato provocano un sentimento di struggimento. Viene presentata la figura di Nerina. Ora il pianto si fa più acuto perchè imperniato su Nerina. Di lei, ormai scomparsa parlano solo i luoghi che le fecero da cornice. Muta è la sua voce, un tempo fonte di emozione; rapido come un sogno il suo passaggio nella vita. Perdura nel poeta l'antico amore e la nostalgia di quegli effetti del vivere che con lei ormai non può più condividere. Nerina non può più godere, andare alle feste, è l'emblema della giovinezza perduta. Se silvia era la speranza, Nerina è il sospiro.