Sandro Penna

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Biografia e analisi cdi alcune poesie di Sandro Penna (3 pagine formato doc)

Nacque a Perugia nel 1906.
Diplomatosi in ragioneria, all'iniziò lavorò come contabile o ragioniere. E' difficile ricavare certezze sulle notizie che egli stesso diede di sé, poiché nel raccontarsi egli è vago e discontinuo, pare che voglia sottrarsi alla delineazione dei suoi fatti privati, o forse mitologizzarsi. "...cronistico ed evasivo..." lo definisce G. Debenedetti In Poesia italiana del Novecento (Garzanti). Di certo si sa che per qualche tempo fu commesso in una libreria di Milano, impiego che gli fu procurato da Sergio Solmi. Di nuovo senza occupazione fissa, durante la guerra sbarcò, come si dice, il lunario, con un po' di borsa nera: sigarette, saponi, capi di vestiario ed anche libri. La prima raccolta, che comprende le liriche che Saba lesse sul dattiloscritto e fece conoscere agli amici nel 1933, fu Poesie, edita nel 1938 nell' edizioni Parenti che al tempo erano la collana editoriale della rivista " Letteratura ".
Seguirono: Appunti, Una strana gioia di vivere, Poesie (raccolta completa ed accresciuta) che gli valse il premio Viareggio, Croce e delizia. Morì a Roma nel 1977. La poesia di Sandro Penna è di tipo relazionale e questo nel tempo in cui l' ermetismo era la corrente poetica più seguita. Relazionale dunque nel senso che è una poesia irrelativa, che scaturisce " dall' impossibilità o incapacità di stabilire e di esprimere un rapporto razionale e riconoscibile con il mondo " (G. Debenedetti). Il mondo poi, si sa, consta di natura e storia: da un lato Sandro Penna sente la natura come una patria, a volte dolce, a volte ingrata, ma sempre e comunque l' ambiente in cui egli, il poeta, vive. In questo modo la natura acquisisce un suo senso e i suoi aspetti manifestano sentimenti che, proprio come quelli degli uomini, si possono esprimere in modi simili e con lo stesso linguaggio, come dolore, gioia, malinconia...Dall' altra parte c' è la storia e quella vissuta da Sandro Penna fu quella dell' età borghese nel periodo cosiddetto dell' imperialismo, quello di maggior aggressione del capitalismo che impose all' uomo una posizione da schiavo, in una condizione d'alienazione: è il lavorare per i profitti, per risultati che nulla hanno a che spartire con l' umano vantaggio morale e spirituale. Sandro Penna si sottrae all' alienazione, si crea la possibilità d' ignorarla: nel mondo sa cogliere gli spettacoli naturali e i rapporti umani sufficenti a consentirgli di vivere la "sua" vita, quella che gli basta, che per lui è piena. Da qui nasce " l' assenza " di Sandro Penna: egli si sottrae all'alienazione e raggiunge lo spazio dove riluce la sua " stella scialba ", come il poeta stesso dice in questa poesia che esprime la sua " vacanza " dalla storia, divenendone insieme testimonianza.