A se stesso di Giacomo leopardi: analisi del testo e parafrasi

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Analisi del testo - struttura, metrica, sintassi, morfologia e lessico - con riferimento all'ideologia del pessimismo cosmico, parafrasi e testo della poesia "A se stesso" di Giacomo Leopardi (3 pagine formato doc)

A SE STESSO TESTO

Giacomo Leopardi, A se stesso (dai Canti).
Or poserai per sempre,
stanco mio cor.

Perì l’inganno estremo,
ch’eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
in noi di cari inganni,
non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
palpitasti.
Non val cosa nessuna
i moti tuoi, né di sospiri è degna
la terra. Amaro e noia
la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T’acqueta omai. Dispera
l’ultima volta. Al gener nostro il fato
non donò che il morire. Omai disprezza
te, la natura, il brutto
poter che, ascoso, a comun danno impera,
e  l’infinita vanità del tutto.

A se stesso di Giacomo Leopardi: breve analisi del testo

Parafrasi. Comprensione complessiva
1.    Esegui la parafrasi del testo
Adesso riposerai per sempre,
mio cuore stanco. L’illusione estrema,
che io credevo essere eterna, è morta. Morì. Mi accorgo,
che in noi è spento sia il desiderio che la speranza
dalle dolci illusioni.
Riposa per sempre. Hai palpitato
abbastanza. Le tue emozioni sono inutili, e la terra
non è degna di sospiri. La vita non è mai stata
nulla di diverso da amarezza e noia; e il mondo è fango.
Infine calmati. Non sperare
Mai più. L’unica cosa che il destino donò
al genere umano è la morte. Infine disprezza
te stesso, la natura, il patrigno potere
che di nascosto governa tutto per il male di tutti,
e la vanità infinita del mondo.

A se stesso di Giacomo Leopardi: analisi del testo e commento

ANALISI POESIA A SE STESSO - LEOPARDI

Attribuisci alla poesia un altro titolo, che ne sintetizzi il contenuto.
“Disprezzo, non più speme dopo la calma”.
Analisi del testo
3.    Analizza il componimento secondo il livello strutturale e metrico: può essere suddiviso in parti, secondo uno schema? Quali versi sono utilizzati da Leopardi?
Nel componimento sono utilizzati settenari ed endecasillabi. La poesia può essere suddivisa in due strofe da cinque versi e una sestina. All’interno di esse i versi sono disposti secondo lo schema: un settenario, due endecasillabi, un settenario, un endecasillabo. La sestina segue questo schema e termina con un settenario.
4.    Secondo il livello sintattico, quali caratteristiche presenta il periodare della poesia? Che tipo di proposizioni vi si riconoscono?
La poesia è composta prevalentemente da periodi brevi, fatta eccezione per l’ultimo, che è di media lunghezza. Nei periodi si possono riconoscere proposizioni principali e subordinate.
5.    Dal punto di vista morfologico e lessicale, quali parti del discorso predominano? Che rapporto c’è tra aggettivi e sostantivi? Quale confronto può essere instaurato tra il lessico utilizzato in questa poesia e quello degli Idilli (per esempio L’Infinito, Alla luna ecc.)?
Nel componimento predominano le parti nelle quali viene utilizzato un lessico che infonde tristezza e mancanza di speranza e le parti nelle quali è espresso pessimismo. Per quanto riguarda il rapporto tra aggettivo e sostantivo, l’aggettivo precede quasi sempre il sostantivo, fatta eccezione per il verso 2, nel quale è il sostantivo a precedere l’aggettivo.