Appunti su I Malavoglia

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Simbolismo e naturalismo nei Malavoglia; Il sistema dei personaggi, unità di codice espressivo e duplicità di toni; La lingua, lo stile, il punto di vista (8 pagine formato doc)

Appunti su I Malavoglia - I Malavoglia, sono stati costituiti inizialmente come un “bozzetto marinaresco” intitolato Padron `Ntoni a cui Verga lavora nel 1875 I Malavoglia I punti essenziali della poetica di Verga, che emergono dalle sue opere, ed in particolare dal ciclo dei vinti, sono i seguenti: È necessario utilizzare un forma adatta al soggetto.

Infatti il ciclo dei vinti, non prevede solo cinque temi sociali diversi ma altrettante soluzioni stilistiche; L'autore deve scomparire, seguendo il principio di impersonalità, attraverso l'uso di una voce narrante; La narrazione deve esser condotta dal basso, raccogliendo le voci dei protagonisti e della loro comunità; Verga infatti rifiuta gli artifici narrativi manzoniani; Occorre inventare nuove strategie narrative, come ad esempio ampie scene corali per permettere al lettore di imparare a conoscere i vari personaggi;

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Creare nuove espedienti linguistici, per esprimere la realtà dalla prospettiva dei personaggi.
Nei Malavoglia importante è l'uso di detti e proverbi tipici del popolo siciliano; Rifiuto del “successo facile”, ovvero la rinuncia a creare opere che piacciono al lettore, sviluppando invece nuovi modelli di romanzo, molto diversi da quello tradizionale. Questi caratteri sono utilizzati in quella che si può definire l'opera più famosa di Verga: I Malavoglia. Questo romanzo, è stato costituito inizialmente come un “bozzetto marinaresco”, intitolato Padron `Ntoni a cui Verga lavora nel 1875; quando però Verga, nel 1878, aderì al Verismo, abbandonò il suo modello di “bozzetto”, cioè un racconto campagnolo ispirato alla narrativa filantropico- sociale, e cominciò a lavorare allo stesso tema in un modo nuovo, con un progetto di un romanzo intitolato appunto I Malavoglia.

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Quest'opera, come disse Capuana, non si può riassumere: la storia di questa famiglia di pescatori di Acitrezza, paesino in provincia di Catania, è ormai considerata una sorta di manifesto di verismo italiano ed un classico della nostra letteratura. L'umanità dei vinti di Verga, immancabilmente sconfitti da un destino crudele e implacabile, sostenuta da quella fede nella provvidenza, che rimane la sua unica consolazione di fronte all'accettazione dell'immutabilità del ciclo della vita all'idea che solo il lavoro può dare un senso all'esistenza. A contrastare questo attaccamento alla tradizione c'è lo sgomento e allo stesso tempo l'entusiasmo con cui si assiste all'avvento di un progresso che pare voler stravolgere i vecchi ordini e le consuetudini di una civiltà arcaica. Quello di "Malavoglia” è solo un soprannome, una `ngiuria come si direbbe usando il dialetto siciliano, un epiteto che non rende onore alla famiglia Toscano, «tutta buona e brava gente di mare». Già da titolo l'autore compie la scelta di assumere l'ottica culturale quindi anche linguistica dei personaggi che sono protagonisti del suo romanzo.

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