Le Odi di Parini: riassunto

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Breve riassunto delle Odi di Giuseppe Parini e schema sulla sua ideologia e poetica (2 pagine formato doc)

LE ODI DI PARINI: RIASSUNTO

Le odi.

Le odi sono in tutto 19 (con diverse “evoluzioni”: prima furono 22, poi 25, poi 19) composte in un intervallo di tempo notevole e divise in due gruppi. Sono considerate l’opera poetica più importante, in queste odi vi sono la polemica pariniana, la battaglia illuministica, argomenti morali. Sono state scritte in momenti diversi della sua vita per comunicare principi etici e sociali, non vuole comunicare stati d’animo. L’ode è genere lirico riscoperto dagli autori dell’Arcadia, proveniva dai poeti lirici latini e greci, si caratterizza da toni elevati e solenni
•    Vita rustica: è un elogio della vita agreste, contrapposto alla caotica vita condotta in città;
•    Salubrità dell’aria: è un confronto tra l’aria pulita della Brianza con quella malsana di Milano, poiché in questo periodo non esistevano le strade asfaltate, ma erano delle strade di fango e letame, in questo modo l’aria si ammorbava;

Giuseppe Parini: vita e opere

ODI ILLUMINISTICHE PARINI

•    L’impostura: il poeta si scaglia contro l’ipocrisia di persone che non hanno il coraggio di essere ciò che sono, ma che fingono di essere ciò che non sono.
•    L’educazione: viene affrontato il tema dell’istruzione, alcuni valori pedagogici rispetto del prossimo, elevazione dell’animo, il senso di giustizia, tutti i principi che dovevano servire a rinnovare l’uomo e la società;
•    Il bisogno: l’ode riprende le tematiche già affrontate da Beccarla, per ridurre i reati bisogna migliorare le condizioni dei ceti inferiori, è la povertà che genera i delitti;
•    L’innesto del vaiolo: dedicata ad un medico, Gian Maria Ricetti, che aveva introdotto il vaccino in Italia, loda la scienza e coloro che si dedicano a favorire il progresso, migliorando la vita umana.

Critica ogni forma di pregiudizio;
•    L’evirazione o la musica: nel Settecento vi era una barbara pratica di castrare i giovani ragazzi affinché rimanesse loro una voce bianca, quasi una voce femminile, per cantare nelle opere di teatro. Parini denuncia questo malcostume;

LE ODI DI PARINI: LA CADUTA

•    La caduta: il poeta narra di come un giorno, uscito in una giornata invernale piovosa, sia scivolato e aiutato da un viandante che riesce a sollevarlo: vi è un dialogo tra i due;
•    Il pericolo: in questa ode il poeta narra della pericolosità del fascino femminile;
•    Il dono: il poeta narra di una nobile donne che gli ha regalato delle tragedie dell’Alfieri;
•    Alla musa: dedica quest’ode al Marchese Febo D’Adda, che era stato allievo del Parini. Era legato a questo suo allievo; quest’ultimo aveva abbandonato la poesia e si era dedicato alla famiglia ed il poeta si rivolge alla musica affinché convincesse la moglie (ispiratrice dei versi del poeta) a riportarlo all’arte della poesia;
•    Sul vestire alla ghigliottina: quest’ode è caratterizzata dalla rabbia, dallo sdegno, è una polemica nei confronti della Rivoluzione Francese, all’inizio favorevole, ma dopo aver visto le atrocità commesse. Polemizza contro gli eccessi e contro la moda del periodo, cioè quella di mettere un nastro sul collo; si inorridisce di fronte alla mancanza di buongusto. Questa, secondo il poeta, è una triste pratica che va a contaminare la grazie delle nobildonne.
L’ultimo gruppo di odi risente del neoclassicismo. Intorno al 1780-1799 a Milano, c’era stata una traduzione di un’opera scritta da un tedesco, Winckelmann, Storia dell’arte. I suoi principi neoclassicisti vennero divulgati nell’Italia settentrionale, Parini, nell’Accademia di Brera, si trova a confrontarsi con artisti neoclassici, condivide principi neoclassici. Avvicinandosi a questo stile, si distacca dai temi sociali a vantaggio di tematiche morali.