Sintesi delle opere e del pensiero di Giovanni Papini

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Giovanni Papini: pensiero e opere dello scrittore, poeta e saggista italiano (1 pagine formato doc)

GIOVANNI PAPINI: PENSIERO

Giovanni Papini.

L’interesse di Papini per Dante risale ai tempi in cui assunse insieme a Prezzolini un ruolo di avanguardia nella cultura italiana,e si esplicita nell'’opera Per Dante e contro il Dantismo,pubblicato sulla rivista  “Il Regno”.Egli critica i dantisti perché sembra sfuggire loro la ricerca di fondo,cioè la capacità di accostarsi alla grande anima di Dante .E proprio questo cercherà di trattare nella terza parte della monografia Dante vivo,L’Anima.Lo scrittore mira al centro della personalità dantesca e critica tutti fuorché Michelangelo,De Sanctis e Carducci i quali avevano saputo scrivere su dante pagine degne di memoria.Sempre su questa ricerca ed individuazione dell’anima dantesca si pone l’articolo Forza Dantisti!,scritto in occasione del centenario di Dante del 1921. Pubblica più tardi Dante vivo andando contro coloro che si perdevano nelle parole e nelle minuzie e non riuscivano mai a trarre un ritratto completo del poeta.Quello di Papini,però,alla fine risulta troppo fatto a immagine e somiglianza di lui stesso.E’ difficile collocare un’opera come questa nell'’ambito della critica dantesca,diciamo che si tratta di una forma tipica che troviamo nelle opere di Papini,ossia la critica ritrattistica.
Dante vivo è diviso in cinque libri (Prolegomeni,La vita,L’anima,l’opera,Il destino).Nel primo l’autore inquadra il suo angolo di visuale che mira a vedere Dante non solo come genio ma anche come mortale,come uomo.

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GIOVANNI PAPINI, POESIE

Papini fa corrispondere i vari periodi della storia agli scrittori che l’ hanno maggiormente rappresentata: l’antichità è Omero;il Rinascimento è Shakespeare,la modernità è Dostoevskij; Dante il Medioevo.

Ma nello stesso tempo egli è attuale per la sua idea di distinzione tra la politica e la vita della chiesa,per l’utopia medievale dell’Europeismo,per la modernità della sua poesia.
Più generico è il capitolo sulla vita di Dante,dall’orfanezza a Beatrice,alla figura di Brunetto Latini e Giudo Cavalcanti.Intuizioni più valide si riscontrano nel fatto che Papini ritenesse che la Commedia fosse una profezia,che Dante fosse stato ispirato da Dio per salvare l’umanità (questo lo dicono anche i Dantisti).
Approfonditi sono invece i capitoli sull’anime e sull’opera,ossia sulle ragioni intime dell’uomo (con le sue utopie,i suoi difetti) e quelle artistiche del testo.Il capitolo sull’opera si enuclea per temi e motivi:come la teoria dei due soli,la grandezza del poema dantesco che riesce ad abbracciare Cielo e Terra,evidenziando l’ispirazione sicuramente divina di Dante che è come se avesse scritto un supplemento della Bibbia.Il destino invece parla dei fallimenti e della solitudine dell’uomo e del poeta.

GIOVANNI PAPINI, LIBRI

Un profilo su Dante lo troviamo già nella Storia della letteratura italiana,vol I,proprio in apertura all’opera in cui Papini riflette anche sulla simbologia di Beatrice e sulla missione dantesca che passa anche per le opere minori,quali Vita nuova,Convivio,il De Vulgari eloquentia ,il De Monarchia.per poi finire ad analizzare i tre regni e la simbologia dantesca fermando la sua attenzione sulle figure di Virgilio,Beatrice ed il Veltro (lo Spirito Santo).In particolare egli ritiene che Beatrice non raffiguri,come altri pensano,la fede,o la grazia,ma l’amore,quel tipo d’amore che prima nobilita e dopo la morte conduce a Dio.Dalla sua visione delle Commedia come giudizio universale nasce poi il suo Giudizio universale.In quest’opera vengono chiamati i rappresentanti di tutti i secoli e di ogni ceto,perché la storia è fatta anche dagli umili.Ognuno cerca così di difendersi e spiega i motivi delle proprie scelte.
Papini continuerà ad interessarsi a Dante fino alle ultime Schegge degli anni ’50 sul “Corriere della sera” riprendendo la sua idea della Commedia come giudizio e ritenendo che Dante dopo la salita ai cieli dovrebbe di nuovo tornare sulla terra.Conclude poi ne La selva oscura che l’opera dantesca è ancora un libro chiuso,che aspetta di essere decrifato.