I sonetti del Canzoniere di Petrarca

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Analisi stilistica di: terzo sonetto del Canzoniere, Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono, Solo et pensoso i più deserti campi, Erano i capei d'oro a l'aura sparsi, Chiare fresche e dolci acque (4 pagine formato doc)

I SONETTI DEL CANZONIERE DI PETRARCA

Terzo sonetto del Canzoniere.

In questo sonetto ci sono molte differenze tra Dante e Petrarca, l’opera di Petrarca come quella di Dante ha come ossatura principale quella di un percorso spirituale (itinerarium ad deum) anche in Petrarca troviamo un’esperienza legata ad una storia d’amore. Cambia la valutazione di questa esperienza amorosa: Petrarca parla dell’amore nei confronti di Laura come un errore giovanile che ha allontanato Petrarca da dio e che poi lo ha avvicinato a dio, in Dante l’incontro con Beatrice è fin dall’inizio un itinerarium ad deum mentre quello di Petrarca è un percorso prima di allontanamento e poi di avvicinamento a dio.
Ci sono però delle analogie, il momento di perdizione è legato con l’incontro con Laura come nella Commedia quando, caduto nella selva, Dante incontra le fiere.
Il titolo latino “the rerum Vulgarium fragmenta” sottolinea il carattere contrario dell’opera, un carattere di frammentarietà dell’esperienza poetica differente dalla Commedia di Dante.
Titolo--- composizione frammentaria dell’opera, sono poesie; il titolo illustra la modalità di composizione delle poesie mentre dante procede in una forma progressiva, Petrarca procede in una forma legata a singoli momenti ed è un processo legato all’esperienza di ogni persona.
L’itinerario non presenta momenti uniformi ma è frammentario legato ad eventi di sviluppo e di progressione, ad un processo contraddittorio. Un “itineraruim ad deum” molto frammentario e non costante come quello di Dante.

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PETRARCA CANZONIERE SONETTI ANALISI

La scrittura è legata a singoli momenti di ispirazione che poi vengono raccolti insieme; il suo non è un itinerario cronologico ma spirituale. Nel libro c’è una genere divisione come “le liriche in vita di Laura” e “le liriche in morte di Laura” Petrarca vuole far capire al lettore il suo percorso spirituale tanto che l’incontro con Laura lo riporta nel terzo libro.
L’ambientazione e il tempo sono assegnati ad una lunga perifrasi per dire che era il venerdì santo, il giorno in cui i raggi del sole si scaldano per la pietà verso il loro creatore. Il vangelo descrive che nel momento in cui cristo muove il cielo si oscura e c’è un grande terremoto; Petrarca vuole sottolineare il momento più doloroso per un credente, di maggior dolore e quindi usa una perifrasi molto solenne che indica una situazione di profondo dolore; c’è una simbologia solenne per sottolineare il momento in cui Petrarca incontra Laura. Ci sono 2 azioni in contrapposizione: oscurità del sole e dolore e l’apposizione della donna ed il momento di innamoramento dell’uomo per Laura, il cui sguardo lo imprigiona. C’è una nuova sensibilità, dante aveva legato il momento della morte di cristo ad un ritrovato amore, momento di rinnovamento spirituale differentemente da Petrarca che lega l’incontro con la donna con un momento di perdizione che allontana a dio (Agostino lo colpevolizza per aver amato più Laura che il creatore) pecca per aver concepito la donna in maniera terrena e non come un essere metafisico e questo amore è quasi superiore all’amore per dio...

SOLO ET PENSOSO

Solo et pensoso i più deserti campi. Sonetto che ha come tema la ricerca della solitudine e il piacere dell’errore legato alla figura di Laura. I due aspetti vengono vissuti all’insegna della contraddittorietà. Infatti Petrarca ricerca la solitudine ma la figura di Laura gli impedisce la conoscenza di se stesso; da un lato c’è la passione amorosa che impedisce quel percorso che avvicina l’uomo a dio e dall’altro la ricerca della solitudine.