La struttura del Purgatorio

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Purgatorio: struttura e suddivisione della seconda cantica della Divina commedia di Dante Alighieri (3 pagine formato doc)

PURGATORIO: STRUTTURA

PurgatorioDante secondo la concezione aristotelico – tolemaica riteneva che la terra fosse al centro del cosmo e che fosse suddivisa in due emisferi, l’emisfero settentrionale, quello abitato e l’emisfero meridionale, quello delle acque.
Dopo che Lucifero fu scaraventato da Dio, creando la voragine dell’inferno, il resto della Terra, per non aver alcun contatto con l’angelo maledetto, emerse dell’altra parte dando origine alla montagna del purgatorio. Mentre l’inferno era caratterizzato dalla profondità e inizia dal peccato più lieve (lussuria), alle pene più gravi, il purgatorio era inversamente strutturato, ovvero partiva dalle pene più gravi (superbia) alle più lievi (lussuria).
Il purgatorio, si trovava agli antipodi di Gerusalemme, rappresentante della deviazione, del riscatto. Quest’ultimo rappresentava l’espiazione del peccato e terminava con l’EDEN, ovvero il paradiso terrestre. Il purgatorio (peccato originale) quindi si identificava nella colpa commessa da Adamo e si concludeva con la possibilità della redenzione poiché dopo che le anime erano state espiate potevano accedere al paradiso.
 

Purgatorio: introduzione

ANTIPURGATORIO: STRUTTURA

Dante e Virgilio, attraverso la natural burella, riuscirono a rivedere le stelle e giunsero in una spiaggia. Quest’ultima insieme a 2 balze successive rappresentava l’ANTIPURGATORIO, che era situato ancora nell’orbita terrestre, in contrapposizione al resto del purgatorio, situato al di fuori della sfera terrestre. Nella spiaggia si trovavano tutti i MORTI SCOMUNICATI, coloro che erano stati scomunicati dalla chiesa e si erano pentiti in punto di morte. Questi morti per accedere al purgatorio dovevano rimanere, nell’antipurgatorio, 30 volte il tempo della loro scomunica.
Nell’inferno i peccatori erano condannati nell’eternità ed erano ancora ben radicati nei rispettivi peccati differentemente dal purgatorio in cui le anime si erano pentite, erano già state perdonate da Dio e dovevano soltanto espiare i peccati commessi. Nel purgatorio quindi non appariva più il buio ma una luce tenue ed inoltre vi era la presenza del TEMPO, assente sia dall’inferno che dal paradiso, regni connotati dall’eternità. Nel purgatorio quindi esisteva la transitorietà, caratteristica peculiare del regno.
Nella I BALZA si trovavano gli SPIRTI PIGRI, ovvero tutti coloro che tardarono a pentirsi, che si pentirono in fin di vita. Dio infatti aveva una capacità illimitata di perdono purchè esisteva il vero pentimento. Dante incontrò tra questi Manfredi, pentito in fin di vita. Quest’ultimi dovevano sostare nella prima balza quanto tempo era stata lunga la propria vita.
 
 

PURGATORIO INTRODUZIONE

Nella II BALZA si trovavano coloro che tardarono a pentirsi ed EBBERO UNA MORTE VIOLENTA.
Proseguendo verso il paradiso si trovava un luogo ameno che Dante chiamò la VALLETTA FIORITA, in cui si trovarono i SOVRANI NEGLIGENTI, cioè che furono troppo impegnati negli interessi personali perdendo di vista l’amore per Dio.
Dopo si trovava la PORTA, l’ingresso del PURGATORIO, custodita da un custode, Catone. Nel percorso che seguirono sulla spiaggia Dante dovette sottostare anche a dei riti purificatori per eliminare tutte le scorie che conservava dell’Inferno. Il viaggio nell’inferno servì a Dante affinchè prendesse contatto con il peccato e si rendesse conto della vera esistenza del peccato. Il viaggio nel purgatorio serviva ad espiare i propri peccati per giungere purificato al paradiso. Dante quindi doveva seguire lo stesso percorso delle anime espianti in un lasso di tempo molto breve. Giunse nel purgatorio all’alba poiché segnava la possibilità della RINASCITA, di una nuova vita che per lo scrittore corrispondeva a quella della purificazione e della espiazione.