Svevo: vita, pensiero e opere

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sintesi sullo scrittore triestino Italo Svevo, biografia e temi principali affrontati nella sua produzione letteraria: "Senilità", "Una Vita", "La Coscienza di Zeno" e le opere minori (10 pagine formato doc)

Svevo: vita, pensiero e opere - Italo Svevo è lo pseudonimo per Ettore Schmitz.

La sua famiglia era di origine renana, di religione ebraica.
Nacque a Trieste nel 1861, la sua famiglia apparteneva alla buona borghesia, suo padre era un commerciante e voleva che i figli intraprendessero la sua stessa carriera, per cui li mandò a studiare in Germania vicino a WÏ‹rzburg, affinché imparassero il tedesco e apprendessero i fondamenti teorici dell’attività commerciale.

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Nel 1878 Svevo tornò a Trieste e si iscrisse all’istituto commerciale Revoltella.

Intanto gli affari andavano male, tanto che Svevo dovette interrompere gli studi e nel 1880 si impiegò in una filiale di una banca viennese, la Union. Vi rimase per diciannove anni, fino al 1899.

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Nel 1880 il padre fallì e nello stesso anno morì suo fratello Elio. Svevo aveva iniziato una collaborazione con un giornale irredentista triestino, non firmava con il suo nome gli articoli che scriveva, ma con lo pseudonimo Ettore Samigli.
Nel 1894 sposò una cugina, Livia Veneziani, di ascendenza ebraica ma convertita al cattolicesimo, ed era devotissima, per cui Svevo si convertì anche lui perchè impostogli. Il matrimonio fu felice, nacque una figlia Letizia. Nel 1892 Svevo pubblicò il suo primo romanzo Una vita e nel 1898 pubblicò Senilità. Questi romanzi non ebbero grande successo, tanto che Svevo si lasciò convincere dalla moglie a licenziarsi dalla banca e ad entrare nella ditta del suocero, una fabbrica di vernici che possedeva la formula di una vernice antiruggine, molto ricercata.

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Contro le aspettative di tutti, Svevo mostrò una tale abilità negli affari tanto che il suocero gli affidò la fondazione e la direzione di una succursale in Inghilterra dove Svevo risedette fra il 1901 e il 1912.
Egli riuscì a vendere la vernice alla marina inglese.
Svevo ironizza su se stesso ripensando a quegli anni, quando si trovava calato in una realtà che non aveva mai immaginato.
Nel 1915 tutta la famiglia Veneziani dovette allontanarsi da Trieste perchè cittadini italiani e non austriaci. Svevo però rimase perchè aveva la cittadinanza austriaca. Gli Austriaci volevano la formula della vernice, ma Svevo non la rivelò mai a nessuno e la fabbrica fu chiusa.