Teoria del piacere in Giacomo Leopardi

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Riassunto della Teoria del piacere di Giacomo Leopardi, riflessioni ed il concetto della "Madre Natura" (2 pagine formato doc)

TEORIA DEL PIACERE DI GIACOMO LEOPARDI

Teoria Del Piacere.

Secondo il Leopardi, la felicità è sinonimo di piacere,due concetti che si possono raggiungere solamente con degl’obbiettivi materiali, in modo da riempire “il vuoto” dell’anima che abbiamo dentro di noi (che ognuno ha); In realtà la felicità è impossibile da raggiungere, poichè nessun piacere è infinito, né in estensione né in durata:se io desidero un cavallo e tento di ottenerlo con tutte le mie forze, quando esso sarà mio, la gioia di averlo raggiunto durerà solo poco tempo non essendo abbastanza grande da colmare il vuoto,riempito solo per qualche istante;allora cercheremo di raggiungere un altro obbiettivo che possa renderci felici, continuando così per sempre fino alla morte.  Il vero problema di tutti gli uomini è che noi non desideriamo UNA felicità ma LA felicità eterna, che non otterremmo mai,rimandendo vuoti.

Pensiero di Giacomo Leopardi e pessimsmo: riassunto


TEORIA DEL PIACERE GIACOMO LEOPARDI RIASSUNTO

In Sintesi: L’uomo è condannato a una ricerca continua di ciò che potrebbe renderlo felice; si passa la vita ad aspettare qualcosa che possa riempire il vuoto, ma quando l’abbiamo ottenuta siamo appagati solo per poco, passando LA VITA IN UN’INFELICE ATTESA.
Il suo pensiero deriva dal fatto che lui più di tutti voleva la felicità, che non raggiunse mai.

I SUOI SBAGLI
Non ha ai preso in considerazione altre possibilità,senza pensare che magari la felicità sta nelle piccole cose giornaliere che piano piano ti cambiano la vita. Lui parla solo di piacere MATERIALE, ma non sono gli oggetti come le ricchezze o i libri che ci danno la felicità.
A contrario di lui, Orazio sosteneva il “Carpe diem”, che non significa “Cogli l’attimo”(come nei detti popolari), ma “Goditi la Giornata”, perché non si deve sperare e aspettare una felicità futura che potrebbe anche non esistere.

Giacomo Leopardi: pessimismo e opere


TEORIA DEL PIACERE LEOPARDI

La “Madre Benevola”.

Secondo il Leopardi, la Natura (Madre Benevola 1820) è benigna e che ci ha creato per pietà, dandoci l’illusione e l’immaginazione, per credere di non essere infelici; con lo sviluppo della ragione e della scienza, gli uomini hanno iniziato ad indagare e a scoprire la verità su molte cose:se prima credevano che gli dei stessero sempre loro accanto aiutandoli a combattere nelle battaglie(quindi si sentivano felici perché protetti), ora scoprendo che in realtà questi che questi non sono mai esistiti si sentono infelici,persi..Da queste basi ha inizio il Pessimismo Storico.
Gli uomini antichi si possono paragonare ai bambini, in quanto essi, essendo entrambi ignari delle catastrofi,degli orribili avvenimenti attorno a loro, usano l’immaginazione per creare un mondo perfetto in cui vivono felici, senza preoccupazione, come se si trovassero in un’ipotetica campana di vetro. Crescendo, attraversando un’età di passaggio, il bambino impara quali sono le ingiustizie del mondo,impara a conoscerle e impara a capirle fino in fondo, diventando un adulto cosciente dell’infelicità attorno a lui.

Poesia di Giacomo Leopardi: tema svolto