Il tesoro del bigatto

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Recensione del libro di Giuseppe Pederiali con trama stile e considerazioni personali (3 pagine formato doc)

Il romanzo di Giuseppe Pederiali “il tesoro del bigatto” è ambientato nell' Italia settentrionale durante la lotta per le inve RIASSUNTO E RELAZIONE DEL LIBRO “IL TESORO DEL BIGATTO” DI GIUSEPPE PEDERIALI Il romanzo di Giuseppe Pederiali “il tesoro del bigatto” è ambientato nell' Italia settentrionale durante la lotta per le investiture, avvenimento realmente avvenuto dopo l' anno mille in cui papa e imperatore si scomunicarono a vicenda.
Il papa in questione è Gregorio VII che pur apparendo vincitore si rifugiò nel castello di Matilde di Canossa cugina dell'attuale imperatore Enrico IV, temendo che l'imperatore volesse ucciderlo e scatenare una guerra civile: l'impero infatti era diviso in due fazioni, i sostenitori del papa e quelli dell'imperatore, ma per vincere questa lotta entrambi avevano bisogno del maggior numero possibile di sostenitori, a questo proposito il papa invia Anselmo dal patriarca di Aquileia a ritirare una dichiarazione di fedeltà, intanto l'imperatore con i suoi fedeli sta raggiungendo Canossa, ma il papa non sa se per implorare il suo perdono o attaccarlo. Anselmo, il protagonista del romanzo, è un eremita che si stabilisce sulla pietra di Bismantova, luogo inospitale poiché, secondo alcune voci quella era la dimora terrena del diavolo, proprio per questo motivo Anselmo decide di rimanere, in modo da potersi confrontare con lui.
Ma presto Matilde lo raggiunge per convincerlo a seguirla al castello per ricevere dal papa l'ordine di andare dal patriarca di Aquileia. Così Anselmo partì e durante il viaggio incontrò diverse persone, il primo accompagnatore fu Galaverna, che poi si scoprirà essere il diavolo con le sembianze dell'imperatore,ma poiché Anselmo non aveva mai visto l'imperatore non poteva dubitare di nulla. Arrivati sul Po egli dovette trovare una barca che lo portasse attraverso il fiume, che nessuno voleva affrontare in quel periodo per paura che il Po ghiacciandosi stritolasse anche l'imbarcazione, solo una cocca osò tanto, la Gogamagoga , i marinai lo fecero per disperazione, il loro villaggio soffriva la fame e il re Vitige di soli 14 anni partì con alcuni uomini in cerca di una leggendaria zucca gigante, tanto grande da sfamare l'intero villaggio. Ma superati pirati e mostri di nebbia (sculture fatte di nebbia tanto fitta da fermare la barca) arrivarono ad un gorgo, che Anselmo attribuì al diavolo, e a causa del quale si separarono, Anselmo rincontrò per primo Galaverna e poi Parpaia, ragazza fuggitiva in cerca da tempo della zucca che si era unita precedentemente all'equipaggio della Gogamagoga. I tre giunti a Finale per ricevere ospitalità si dividono per un breve periodo, Galaverna, per ordine del signore locale, viene bastonato perchè creduto inviato del papa, Anselmo gettato in un pozzo riesce a fuggire grazie all'aiuto di un topo parlante, Parpaia viene scelta, contro la sua volontà, come sposa dal conte Gnoli di Finale, solo grazie al topo parlante amico di Anselmo