Ultimo Sogno di Giovanni Pascoli

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Poesia "Ultimo Sogno" con introduzione e parafrasi (1 pagine formato doc)

È la poesia che conclude il libro, nel quale è stata inserita a partire dalla terza edizione.
Si tratta di uno dei risultati più intensi e problematici dell’opera pascoliana. Lo stesso titolo può avere almeno tre significati: il sogno può essere “l’ultimo”, della malattia; oppure l’ultimo di quella malattia che è la vita e di cui si guarisce morendo; oppure il sogno estremo che è dato di sognare, il sogno di essere morti. Dal delirio della febbre, e dalle allucinazioni che questo comporta, il poeta guarisce improvvisamente, o sogna di essere guarito. La malattia è passata di colpo e al capezzale del poeta c’è la madre, che egli guarda senza meraviglia benché ella sia in realtà morta.
La libertà riconquistata assomiglia alla morte per l’accumularsi di numerosi segni che rimandano a essa. Tuttavia la conclusione resta sospesa, nel significato, che si prospetta aperto e problematico. Da un immoto fragor di carrïaggi ferrei, moventi verso l'infinito tra schiocchi acuti e fremiti selvaggi... un silenzio improvviso. Ero guarito. Era spirato il nembo del mio male in un alito. Un muovere di ciglia; e vidi la mia madre al capezzale: io la guardava senza meraviglia.