La vergine cuccia: di cosa parla e analisi del testo

Appunto inviato da angelvoice
/5

Di cosa parla La vergine cuccia? Analisi del testo, con domande e risposte, della poesia di Parini (2 pagine formato doc)

LA VERGINE CUCCIA DI COSA PARLA

La vergine cuccia di Giuseppe Parini.

2.
Analisi del testo. 2.1 Esaminare il passo dal punto di vista lessicale: ci sono termini quotidiani? Ci sono termini aulici, in particolare latinismi?
Termini quotidiani: anima, facile, simile, bisogni, affetto, limite, mano, bue, lingue, occhi, giorno, vergine, piede, servo, dente, peli, polvere, gemiti, stanze, volto, ira, dolore, sguardi, voce, vendetta, suolo, condanna, merito,
Latinismi: Pietade, aure, fero, cuccia, alunna, vezzeggiando, eburneo, parea, vulgo, isti

2.2 Esaminare il passo dal punto di vista sintattico: ci sono periodi complessi? Costruzioni alla latin? Inversioni nell’ordine delle parole?
Costruzioni complesse: Pari a stille tremule, brillanti che a la nova stagion gemendo vanno dai palmiti di Bacco, entro commossi al tipiedo spirare de le prim’aure fecondadrici
Costruzioni alla latina: qual anima è volgar la sua pietade all’uom riserbi; i dolci moti a più lontano limite sospinge, la man che il loro fato, ahime! Stringea; e da le somme stanze le damigelle pallide, tremanti, precipitaro
Inversioni: a la nova stagion gemendo vanno, l’eburneo dente, scompigliati peli, molli nari

La vergine cuccia: parafrasi

LA VERGINE CUCCIA: ANALISI

2.3 Esaminare il passo dal punto di vista retorico: quali figure retoriche appaiono? In particolare l’amplificazione e l’iterazione quale funzione assumono? E’ presente l’antifrasi?
Apostrofe: Ahi fero giorno,
Anafora: Aita, aita- tre,
Enjembements: pietade, ribrezzo, lui, moti, mano, agnella, traculento, molli, tortuosamente
Attraverso l’amplificazione l’autore cerca, prolungando e sviluppando un'espressione, di ottenere una maggior evidenza ed efficacia o una maggior commozione (“i gemiti alzando aita aita parea dicesse e da le aurate volte a lei l’impetosita Eco rispose l’ira, il dolore l’agitavan ancor; fulminei sguardi gettò sul servo e con languida voce chiamò tre volte la sua cuccia e questa al sen le corse, in suo tenor vendetta chieder sembrolle)
Con l’iterazione è Ripetizione di parole o di frasi, spesso con valore espressivo a lui non valse merito quadriluste, a lui non valse zelo d’arcani ufici; in van per lui fu pregato e promesso.”
L’antifrasi si coglie nei versi Qual nima è volgar la sua pietade all’uom riserbi e facile ribrezzo destino in lei del suo simile i danni i bisogni e le piaghe il cor di lui sdegna comune affetto e i dolci moti a piu lontano limite sospinge

Un'altra parafrasi de La vergine cuccia di Parini

LA VERGINE CUCCIA: COMMENTO

2.4 Individuare le sequenze che compongono l’episodio e il punto di vista che domina in ciascuna di esse.
Il testo si può dividere in 4 macro sequenze.
Nella prima sequenza è presente il punto di vista dell’autore che con tono sarcastico giustifica il pensiero del vegetariano.
Nella seconda sequenza è presente il punto di vista del Signore che con estrema severità condanna chi uccide gli animali
Nella terza sequenza si nota il punto di vista nobiliare della dama. Qui è evidente il procedimento dell’ironia pariniana, quello di assumere l’ottica del mondo rappresentato per meglio farne emergere, grazie al contrasto che si determina con la realtà oggettiva tutta la negatività. Il fatto viene presentato in modo estremamente parziale con una smaccata simpatia per la cagnetta e con un totale incomprensione per l’uomo accompagnata da astio e disprezzo. La cagnetta diventa una creature quasi divinizzata, il suo morso viene minimizzato e i denti preziosi lasciano solo un trascurabile segno, viceversa il servo che le sferra un calcio è addirittura sacrilego e il suo piede è definito villano. I gemiti dell’animaletto provocano sdegno e raccapriccio alla dama che decide di licenziare il servo.