Il Verismo e Matilde Serao: riassunto

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Riassunto sul Verismo e sulla vita e opere più importanti di Matilde Serao (2 pagine formato doc)

VERISMO E MATILDE SERAO: RIASSUNTO

Il verismo e Matilde Serao.

Il Verismo in Italia. Nella letteratura della seconda metà dell’Ottocento europeo era radicata l’esigenza di realismo. In Italia questo bisogno si espresse nel Verismo. Un gruppo di scrittori coniò, intorno al 1880 il termine “Verismo”, anche per differenziarsi dai Francesi da cui si discostavano per alcuni aspetti.
Il teorico del gruppo fu Luigi Capuana, che accettò il canone naturalista dell’impersonalità, affermando come Flaubert che la novella o il romanzo devono avere l’aria di essersi fatti da sé.
Prese nettamente le distanze rispetto al “romanzo sperimentale”. Capuana sostenne fermamente l’autonomia dell’opera d’arte, che non può essere assimilata a un trattato scientifico. In questo il guadagno non sarebbe né grande né bello. L’affermazione dell’autonomia del’opera d’arte implicava anche un’altra differenza rispetto ai naturalisti francesi, convinti che il romanzo sperimentale potesse fornire una diagnosi sociale atta a favorire processi di riforma. Ai veristi italiani mancò quell’ottimismo democratico e la fiducia positivista nel progresso che aveva animato Zola e gli altri esponenti della sua scuola. È certo che su queste posizioni influirono anche le condizioni dell’Italia, ancora divisa, nonostante l’unificazione politica, in regioni culturalmente diverse tra loro. Inoltre la provenienza degli scrittori, quasi tutti meridionali, li proiettava nella situazione di immobilismo e di secolare oppressione delle rispettive regioni.

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MATILDE SERAO: OPERE PIU' IMPORTANTI

Il principio evoluzionistico, che induceva gli scrittori francesi a credere nel progresso, si riduceva per quelli italiani nella legge del più forte, dell’eterna condizione di miseria, di ignoranza, di immutabile consuetudine di rapporti feudali. Mancava inoltre ai veristi la consapevolezza di essere portavoce di esigenze diffuse, di una volontà collettiva di lottare per l’affermazione di diritti umani elementari; mentre altrove dunque lo scrittore descriveva una realtà a lui nota e di cui era parte, ai veristi toccava il compito di dar voce a un silenzio secolare di popolazioni lontane e in gran parte ostili agli statuti della modernità, che a loro si rappresentava come un volto nemico.
In condizioni storiche così diverse c’è la spiegazione della diversità profonde tra le opere, per esempio di Zola e quelle di Verga, nonostante essi abbiano in comune gusto e cultura. E tuttavia i veristi italiani ebbero il merito, nonostante il pessimismo di fondo, di aver rappresentato una realtà di cui gruppi dirigenti non si erano fatti carico, contribuendo così al dibattito sulla questione meridionale.

A Napoli e a Roma operò e scrisse, dividendosi tra letteratura e giornalismo, Matilde Serao. La sua vasta produzione letteraria fino alle soglie del 900, conseguì i risultati più convincenti nella prima fase, in cui la scrittrice aderì a una sorta di verismo sentimentale.