Al cor gentil rempaira sempre amore: riassunto e analisi

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Analisi, parafrasi e riassunto della poesia "Al cor gentil rempaira sempre amor", e vita di Guinizzelli (1 pagine formato doc)

AL COR GENTIL REMPAIRA SEMPRE AMORE: RIASSUNTO E ANALISI

Guido GuinizzelliGuinizzelli nasce intorno al 1230 a Bologna e muore verso il 1276 nella stessa città.
Egli aspira al linguaggio dolce e leggiadro e alla limpidezza stilistica dei suoi componimenti corrisponde un grande impegno strutturale e dottrinario.

Infatti il lettore di queste opere deve essere esperto di questioni dottrinarie e filosofiche. Quindi la sua poesia è rivolta non più alla borghesia comunale, ma alla nascente aristocrazia intellettuale.
I temi tipici dei suoi componimenti sono l’identità di amore e di cuore nobile, la caratterizzazione angelica della donna e la lode della donna amata.
Inoltre la attaccamento ai temi ricavati dal mondo scientifico e naturale serve per dimostrare la validità di alcune tesi presenti nei testi.
Guinizzelli non può essere definito uno stilnovista perché fu estraneo all’ambiente culturale toscano e perché la concezione guinizzelliana della donna e dell’amore è più aperta a sviluppi profani e terreni. Guinizzelli è dunque colui che fa da mediatore tra i Siculo toscani e gli stilnovisti.

Al cor gentil rempaira sempre amore: analisi e figure retoriche

AL COR GENTIL REMPAIRA SEMPRE AMORE DI COSA PARLA

Al cor gentil rempaira sempre amor. Questa poesia è considerata il manifesto della tradizione stilnovistica. Infatti segna il passaggio dalla tradizione siciliana ( e siculo - toscana ) a quella dello StilNovo. I temi principali sono quello della corrispondenza tra disposizione dell’amore e nobiltà d’animo e della caratterizzazione angelica della donna. Sono anche presenti argomenti filosofici e scientifici. La donna è vista come specchio di Dio, l’uomo le obbedisce perché il suo volere è quello divino. Parafrasi: L'amore ritorna sempre in un cuore gentile, come l'uccello nel verde del bosco; la natura non creò prima l'amore rispetto al cuore gentile, né il cuore gentile prima dell'amore: allo stesso modo appena fu creato il sole subito egli fu lucente, e non ci fu splendore senza il sole. L'amore prende dimora nella nobiltà d'animo in modo così naturale come il calore nella luce del fuoco. Il fuoco dell'amore si accende in un cuore gentile come la virtù (brilla) nella pietra preziosa, e questa virtù non le viene dalla stella prima che il sole non l'abbia resa pura: dopo che il sole con la sua forza ha tirato fuori da lei quello che c'era di vile solo allora la stella le infonde le proprietà preziose. Così quando un cuore è reso dalla natura eletto, purificato, nobile, solo allora la donna, come fosse la sua stella, lo fa innamorare. L'amore risiede in un cuore nobile per la stessa ragione per cui il fuoco arde sulla torcia: lì può splendere a suo piacere, chiaro, inafferrabile, non potrebbe fare altrimenti, tanto è indomabile. Allo stesso modo un cuore malvagio combatte l'amore come fa l'acqua fredda col fuoco caldo.

Al cor gentil rempaira sempre amore: analisi, parafrasi e commento

AL COR GENTIL REMPAIRA SEMPRE AMORE: SIMILITUDINI E METAFORE

L'amore considera il cuore nobile come la sua dimora come il luogo che è più adatto a lui come fa il diamante col minerale del ferro. Il sole colpisce il fango tutto il giorno ma questo resta rozzo e vile, senza che per questo il sole perda calore: l'uomo orgoglioso dice: "Sono nobile per nascita"; Io paragono lui al fango e la nobiltà d'animo al sole: perché non si deve credere che la nobiltà risieda fuori dal cuore, nella dignità ereditata col sangue, ma che non abbia un cuore incline alla virtù, come l'acqua si lascia attraversare da un raggio di luce e il cielo avvolge tutte le stelle e il loro splendore. Come Dio splende nell'intelligenza angelica più di quanto il sole risplenda davanti ai nostri occhi, ed essa comprende la potenza del suo creatore perciò, imprimendo il moto al cielo, dimostra la sua obbedienza. Così la donna splende davanti agli occhi dell'uomo e fa sì che lui non si allontani dall'obbedirle. O donna mia, Dio mi dirà: "Come hai osato tanto?" quando la mia anima gli sarà davanti. "Hai attraversato il cielo per arrivare fino a me e poi hai paragonato a me un amore terreno: la lode conviene solo a me, e a Maria, regina del Paradiso, per cui non sbagliare più". Allora potrò dirgli: "Aveva l'aspetto di un angelo che appartenesse al tuo regno: non ho sbagliato se ho posto in lei il mio amore".