I celti: riassunto

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Riassunto sui celti: abitudini, costumi, religione e arte dell'antico popolo germanico (3 pagine formato doc)

I CELTI: RIASSUNTO

Celti.

Nome di antichi popoli appartenenti ad un gruppo linguisticamente omogeneo, occupante una vasta area dell'Europa continentale, dalla Galizia e dall'Irlanda ai Balcani, con propaggini in Asia Minore. Erano anche chiamati Galati (Galátai) dai Greci e Galli dai Romani. I Celti appartengono a quel flusso migratorio di genti indeuropee provenienti dall'Est che si sovrapposero alle popolazioni neolitiche nell'Europa centrale a partire dal III millennio a.C. All'inizio del II millennio a.C. erano stabilmente insediati dalla Germania meridionale ai Carpazi (il nome Boemia, p.e., deriva da quello della potente tribù dei Boi).
Ben presto ripresero le migrazioni che li portarono fino alle coste del Mare del Nord e poi in Gran Bretagna e Irlanda. All'inizio dell'Età del Ferro, nel periodo detto ''hallstattiano'' (900-500 a.C.) il centro della potenza celtica era ancora però nella Germania meridionale. Verso la fine del VI sec. a.C. nell'Europa centrale e in Francia, grazie anche all'intensificarsi dei contatti con il mondo mediterraneo, apparve un nuovo tipo di civiltà, quello della seconda Età del Ferro, noto come periodo "marniano" o più comunemente come periodo di "La Tène".

I germani: riassunto

CELTI CHI SONO

È questo il momento della massima prosperità del mondo celtico: occupati il Belgio e la Francia, dove divennero noti col nome di "Galli", si spinsero in Svizzera e verso occidente, fino in Spagna (nella Galizia che ne ricorda il nome), dove si fusero con le tribù locali degli Iberi dando origine ai "Celtiberi". Dall'Europa centrale le migrazioni delle tribù celtiche, guidate da un’aristocrazia guerriera, giunsero nel territorio illirico sino all'Adriatico. Nel III sec. a.C. si spinsero verso S, vinsero i Macedoni (Tolomeo Cerauno trovò la morte nel tentativo di fermarli) e nel 279 a.C. raggiunsero Delfi. Respinti dagli Etoli e battuti poi a Lisimachia (277 a.C.) da Antigono Gonata, si dispersero.

CELTI ITALIA

Singoli gruppi passarono in Asia, dove fondarono uno Stato, la Galazia. In Italia l'immigrazione celtica cominciò intorno al V sec. a.C. Infiltratisi inizialmente attraverso i passi alpini, si stabilirono poi, agli inizi del IV sec., in grandi gruppi nelle valli montane meridionali e nella pianura padana già controllata dagli Etruschi: gli Insubri intorno a Milano, i Cenomani intorno a Brescia e a Verona. Gruppi di Boi, Lingoni e Senoni riuscirono a passare il Po, a travolgere la resistenza degli Etruschi e ad occupare le zone della bassa padana da questi abitati spingendosi fino alle attuali Marche. Fu in questa occasione che un’incursione celtica raggiunse Roma occupandola e incendiandola (386 a.C.). A questa prima invasione ne seguirono altre che i Romani respinsero. A partire dal 386 a.C. mercenari celtici appaiono al servizio dei tiranni di Siracusa che, in funzione antietrusca, stabilirono buoni rapporti coi Celti al fine di un'espansione siceliota verso il centro e il nord della penisola (colonizzazione adriatica). Fra la metà e la fine del III sec. a.C., mancando di un'organizzazione centrale, senza alcuna idea di Stato, la spinta espansiva dei Celti perdette di vitalità.