Orazio

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Traduzione de "Il topo di città e il topo di campagna" di Orazio. (formato Word pg 1) (0 pagine formato doc)

Il Topo di Città e il Topo di Campagna Il Topo di Città e il Topo di Campagna "Si narra che una volta un topo di campagna accolse un topo di città nel suo povero buco.
Era un vecchio ospite che accoglieva un vecchio amico; rozzo egli era ed economo delle sue provviste, ma non tanto che non seppe sciogliere l'avaro animo suo per un amico. In breve egli non risparmiò il cece che aveva messo da parte né l'avena dal lungo chicco, e offriì acini di uva secca e pezzettini rosicchiati di lardo, portandoli con la sua bocca; desiderava così di vincere, con una cena variata, la schizzignosità dell'ospite che appena toccava, con il suo dente superbo, le portate; lui invece, il padrone di casa, sdraiato su paglia secca, mangiava grano e lollio, lasciando all'altro i bocconi migliori. Infine il topo di città gli disse: .
Queste parole fecero decidere il topo di campagna, che d'un balzo saltò fuori dal suo buco; poi, s'avviarono insieme verso la città, vogliosi di strisciare nottetempo sotto le mura. E già la notte teneva il mezzo del cielo, quando tutti e due pongono i piedi dentro un palazzo ricco al punto, che sopra i letti tricliniari in avorio brillava una stoffa di porpora splendente, e sopravanzavano, resti di una grande cena del giorno prima, molte portate dentro canestri ammonticchiati in un angolo. E quando l'ospitante ha messo il topo di campagna bello disteso su di una stoffa di porpora, svelto, con delle corsettine, continua a portargli vivande, proprio come un cameriere."