15 consigli per la traduzione

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15 consigli da seguire per la traduzione delle versioni di latino. (3 pagine formato doc)

15 consigli per la traduzione 15 consigli per la traduzione 1.
Prima di aprire il dizionario è consigliabile leggere due o tre volte il brano, per avere un'idea dell'insieme, isolando con tratti di matita le singole proposizioni e sforzandosi di comprendere meglio possibile il senso e la struttura sintattica che caratterizza il testo (discorso diretto o indiretto; proposizioni finali, consecutive, relative, interrogative, ecc.).2. Poiché in ogni periodo ci sono diverse proposizioni e ciascuna racchiude il suo verbo, occorre cercare in primo luogo il verbo della proposizione principale, che è l'unica sintatticamente indipendente, in quanto si regge grammaticalmente da sola e contiene il dato fondamentale del discorso, da cui dipendono tutte le altre, e sottolinearlo. Va tenuto presente che la proposizione principale non sta necessariamente all'inizio del periodo, ma può trovarsi anche nel mezzo o alla fine: sarebbe una grave imprudenza incominciare a tradurre una proposizione secondaria solo perché è posta all'inizio.3.
Dal verbo della proposizione principale (che qualifica il tempo in cui si svolge l'azione e il suo modo: reale nell'indicativo; possibile al congiuntivo; espressione di comando all'imperativo) posso risalire al soggetto (persona: 1°, 2° o 3°; numero: singolare o plurale), quando esso non sia di per sé stesso evidente (sempre al nominativo), e rendermi conto così di chi compie l'azione (verbo di genere attivo), la subisce (verbo di genere passivo) o la compie ricevendone direttamente gli effetti (verbo di genere medio o riflessivo). Il soggetto può essere costituito da un sostantivo, ma anche da una qualsiasi parte del discorso usata con valore di sostantivo (anche un'intera proposizione può fungere da soggetto). Non di rado capita che esso manchi, essendo sottinteso (per esempio un pronome) o trattandosi di un verbo impersonale.4. Dopo aver individuato il soggetto, vediamo se nella proposizione c'è qualche altro termine al nominativo, quindi necessariamente riferito al soggetto: un attributo (aggettivo: concorda in genere, numero e caso), un'apposizione (sostantivo: concorda nel caso, talora anche nel genere e nel numero), un nome del predicato (es. "Il padre era felice"), un complemento predicativo del soggetto, cioè un aggettivo o un sostantivo grammaticalmente riferito al soggetto, che però completa il senso del predicato verbale (es. "Il padre viveva felice"), oppure un participio.5. Stabilito dunque il collegamento fra verbo e soggetto della proposizione principale, si ritorna al verbo per esplorare il resto: se il verbo è intransitivo o di forma passiva, verifichiamo se sia accompagnato da un complemento predicativo del soggetto o se sia da solo; in tal caso cerchiamo un complemento che sia più di ogni altro collegato al verbo: per esempio con un verbo di movimento ci possiamo aspettare un complemento di moto da luogo (a, ab, e, ex, de + ablativo), un complemento di moto a luogo (in, ad + accusativo), o un complemento di mot