Marco Anneo Lucano: riassunto

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Riassunto della vita e le opere dell'autore latino Lucano (4 pagine formato doc)

LUCANO RIASSUNTO

Lucano (39 d.C.

– 65 d.C.). Non sappiamo molto di questo scrittore. È stato un talento intellettuale come scrittore e come filosofo. Visse contemporaneamente a Seneca (suo zio) e a Petronio. Ebbe un educazione filosofica fondamentalmente stoica; stoicismo però rivisitato in chiave autonoma; atteggiamento eclettico.
Differentemente da Seneca aveva il gusto del successo; bello e famoso, entrò alla corte di Roma e godé del pubblico dei vari salotti. Giovanissimo. Le sue sono opere “alla moda” di cui ci serviamo per capire com’era la moda romana del tempo. Innanzitutto scrisse una tragedia, “Medea” (l’aveva scritta anche Seneca), scritta per far piacere a Nerone e al potere. Poi scrisse “La guerra di Troia” (aveva scritto una tale tragedia Nerone, poi ne aveva fatta una parodia Petronio), si capisce quindi che tale tragedia al tempo era una specie di esercizio letterario. I migliori poeti ne scrivevano una (fatte di luoghi comuni, con pochi contenuti interessanti) così, per mettersi alla prova e rivaleggiarsi l’uno con l’altro.
Inoltre, come altri poeti, scrisse “Silvae”, delle poesie d’occasione, per compleanni, feste…

Lucano e Seneca: riassunto

LUCANO E SENECA

Scrisse poi “Fabulae salticae”, dei libretti per la pantomima. Scrisse quindi tanto, buttava là, mirando al successo.
A un certo punto successe che cadde in disgrazia, probabilmente a causa di Nerone, che era invidioso della sua bellezza e del suo successo. Lucano reagì però in modo diverso da Seneca e Petronio, con il combattimento: aderì per ripicca all’insignificante congiura di Pisone. Quindi, nel 65, come gli altri due, fu costretto al suicidio. Si contrappongo quindi due momenti:
1.    giovinezza brillante e piena di successo
2.    delusione del pessimismo dopo essere stato stroncato nella sua spensierata e felice giovinezza: perse fede in Dio, nella letteratura, in tutto. Si pose nelle stesse posizioni di Petronio, ma non aveva il suo sorriso ironico e deridente, il suo era un pessimismo nero, cupo, terribile.
Noi non lo leggiamo per queste opere minori andate perdute, ma per la “Farsaglia”, un poema epico sulla guerra civile tra Cesare e Pompeo (il nome viene dalla città di Farsalo). Probabilmente solo i primi 3 libri sono stati scritti quando ancora era nelle grazie di Nerone; gli altri 7 li ha scritti quindi solo in pochi anni, se ne deduce:
1.    abilità di scrittura dello scrittore
2.    volontà di scrivere una grande opera significativa, che compensi anche quello prima (cambiamento profondo).

MARCO ANNEO LUCANO

La storia (non completa, perché dovevano essere 12 libri) arriva fino al suicidio di Catone l’Uticense e alla descrizione del rapporto tra Cesare e Cleopatra. La scelta dell’argomento è significativa: si vuole contrapporre a due autorità nel campo epico: gli “Annales” di Ennio e l’”Eneide”. Il suo scopo è proprio quello di ribaltare l’”Eneide”, per questo sceglie un argomento storico come la guerra e non uno mitico. Si contrappone anche a tutti i poemi epici del suo periodo. Infatti ne venivano scritti molti, anche se a noi non sono arrivati tutti. Piacevano perché:
1.    erano lunghi e si prestavano alla spettacolarizzazione
2.    parlavano di imprese mitiche, lontane, sapevano di esotico, non toccavano i problemi del tempo.
Al tempo di Lucano già altri avevano scritto poemi epici sulla guerra civile, ma in chiave mitica, facendo della storia una specie di fiaba da salotto. Lucano si contrappone a questa tendenza di moda.