Catullo, Liber: traduzione e analisi di alcuni carmi

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Analisi dettagliata con spiegazione e traduzione di 10 carmi di Catullo: carme 1 (Dedica a Cornelio Nepote), carme 95 (La Smirna di Cinna), carme 5, 72, 87 (A Lesbia), carme 51 (La sindrome amorosa), carme 70 (Promesse di donna), carme 85 (Odi et amo), carme 31 (A Sirmione) e carme 101 (Per la morte del fratello) (10 pagine formato doc)

CATULLO LIBER CARME 1: TESTO E TRADUZIONE

La dedica del Liber.

Carme 1
Cui dono lepidum novum libellum
arida modo pumice expolitum?
Corneli, tibi: namque tu solebas
meas esse aliquid putare nugas
iam tum, cum ausus es unus Italorum
omne aevum tribus explicare cartis
doctis, Iuppiter, et laboriosis.
quare habe tibi quidquid hoc libelli
qualecumque; quod, o patrona virgo,
plus uno maneat perenne saeclo
Traduzione:
A chi do il grazioso nuovo libretto
Or ora rifinito dall’arida pomice?
Cornelio, a te: infatti tu eri solito
Ritenere che le mie cosucce valessero qualcosa,
già allora quando osasti unico fra gli Italici
ripercorrere la storia universale in tre rotoli
dotti, per Giove, e faticosi.
Perciò eccoti questo libretto quale esso sia
E qualunque valore abbia, ed esso, o vergine protettrice
possa rimanere perenne negli anni per più di una generazione.

Catullo, Liber: traduzione carme 5, 8, 85, 72 e 101

CATULLO LIBER CARME 1: ANALISI

ANALISI. Carmen di dedica del libretto: per la prima volta fa parte del liber.

si apre con un’interrogativa: il fatto che utilizzi il verbo “dono” all’indicativo ci fa capire che è una domanda retorica.
Lepidum: fa riferimento al lepos, la grazia, qualcosa che va oltre la semplice forma esteriore. La grazia  percorre tutta l’opera di Catullo.  
Novum: non solo che il libretto è inedito, ma anche una novità nel panorama della poesia latina.
Libellum: diminutivo, elemento significativo della poetica catulliana. È un diminutivo proprio e affettivo.
Aggettivi in asindeto + omoteleuto (ripreso in expolitum).
Secondo verso che richiama una dimensione realistica.
Pumice: lo usa al femminile.
Riferimento prezioso all’azione dello scrivere.
Expolitum: la limatura del materiale scrittorio allude al labor.
Limae: levigatura alessandrina.
Corneli: destinatario, in vocativo; è Cornelio Nepote. Il dedicatario è sottolineato dal poliptoto tibi-tu.
Solebas: testimonia un rapporto di lunga data.
Nel verso 4 vi è un iperbato a cornice.
Nugas: “cosucce”, leggerezza apparente con cui i neoteroi si dedicano alla propria opera. È scelta di volersi allontanare dalla poesia importante e seria.
Accumulo delle preposizioni temporali, che rallentano il ritmo e ci riportano al rapporto di vecchia data dei due, al verso 5.
Verso 5: complimento all’amico, sottolineato dall’ ausus est, dal coraggio, tipico anche dei neoteroi, che si distaccarono dalla tradizione.
Omne aevum: “tempo intero”.
Tribus… cartis: iperbato.
Cartis: metonimia per “rotolo”, si sottolinea la brevità dell’opera di Nepote.
Doctis… laboriosis: elementi riconducibili a Nepote e Catullo; iperbato a cornice; “piene di dottrine” (alla base dell’opera dev’esserci la conoscenza profonda della letteratura precedente), devono costare fatiche, lacrime, sudore (si ritorna al labor limae).
Habe tibi: formula all’imperativo, tibi è un dativo etico, che indica la compartecipazione affettiva.
Hoc libelli: attenuazione data dalla costruzione col genitivo partitivo.
Patrona virgo: richiamo alla Musa, non si sa quanto sia serio.
Desiderio di eternità.
Plus: regge l’ablativo, ma di solito si costruisce con il quam.
Perenne: per + annus, “che sopravvive agli anni”.
Maneat: congiuntivo desiderativo.
Saeclo: sincopato; “generazione” e poi “100 anni”. Catullo non vuole intendere 100 anni.

CATULLO LIBER TESTO CARME 95

CARME DI SMIRNA (95)
Zmyrna mei Cinnae nonam post denique messem           
quam coepta est nonamque edita post hiemem,
milia cum interea quingenta Hortensius uno
Zmyrna cavas Satrachi penitus mittetur ad undas,
Zmyrnam cana diu saecula pervolvent.
at Volusi annales Paduam morientur ad ipsam
et laxas scombris saepe dabunt tunicas.
Parva mei mihi sint cordi
at populus tumido gaudeat Antimacho.

CATULLO LIBER TRADUZIONE CARME 95

Traduzione:
La Smirna del mio Cinna dopo nove estati
E dopo 9 inverni da che è stata iniziata, infine è stata      
Pubblicata Mentre intanto Ortensio 500000 uno solo
la Smirna arriverà lontano fino alle onde profonde del Satraco
La Smirna i secoli canuti a lungo srotoleranno
Ma gli animali di Volusio moriranno presso lo stesso Padna
e più e più volte offriranno agli sgombri ampi involucri
Mi stiano a cuore il piccolo capolavoro del mio Cinna
Ma il volgo goda del gonfio Antimaco. 

CATULLO LIBER ANALISI CARME 95

ANALISI. Testo pieno di dichiarazioni di poetica. Saluta la pubblicazione di un epillio pubblicato da Evio Cinna, neoterico. Smyrna è il titolo del poemetto, e prende il nome dalla protagonista. Le sue dimensioni erano ridotte, e narrava un mito fuori dagli schemi: amore incestuoso di Mirra per il padre, da cui nascerà Adone. Durante l’ellenismo il mito non è più paradigma, ma curiosità e sfoggio di erudizione; si ricercano miti rari e particolari. La Smyrna appariva un po’ come un manifesto del neoverismo. Nell’ambiente catulliano tutti gli eventi del “circolo” vengono vissuti intensamente, così come dimostra il carmen. In questo saluto egli ha modo di precisare quali sono i suoi canoni eccellenti, e lo fa tramite opposizioni: contrapposizione tra Smyrna (scritto in 9 anni) e un certo Ortensio (forse Ortensio Ortalo, che scrisse un poema molto lungo), che compose in un solo anno 500000 versi (forse iperbole).