Plinio il Giovane: vita, opere, lingua e stile

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Vita, opere, lingua e stile di Plinio il Giovane: riassunto (2 pagine formato pdf)

PLINIO IL GIOVANE: VITA, OPERE, LINGUA E STILE

Plinio il Giovane.

Gaio Plinio Cecilio Secondo, detto Plinio il Giovane nasce nel 61 d.C. a Como da una famiglia facoltosa. Rimasto orfano del padre in tenera età, venne adottato dallo zio Plinio il Vecchio, il quale lo fece istruire a Roma presso la scuola di Quintiliano. Da Quintilliano apprese l’ammirazione per l’equilibrio dell’arte classica e della prosa ciceroniana, mentre dallo zio i valori come l’attaccamento allo studio e il vigile senso del dovere.
Sotto Domiziano percorse tutte le tappe della carriera pubblica, fino a raggiungere il rango senatorio (fu il primo della sua famiglia). La sua carriera fu indubbiamente favorita dalla solida posizione economica, lo dimostra anche il fatto che egli interruppe la propria carriera letteraria negli ultimi anni della tirannide di Domiziano, per poi riprenderla brillantemente sotto Traiano. Sempre sotto Traiano divenne prima prefetto dell’erario di Saturno, poi consul suffectus, e infine governatore in Bitinia dal 111 al 113, anno in cui lo colse la morte. Plinio il Giovane, come Tacito, si trovò a vivere a cavallo di due imperi, quello di Domiziano prima e quello di Traiano poi; essi furono segnati da profonde diversità: la tirannide nel primo e la pacificazione interna e la tolleranza religiosa nel secondo.

Plinio il Giovane e Plinio il Vecchio: riassunto

PLINIO IL GIOVANE: OPERE

Opere. L’epistolario è sicuramente la sua opera più importante. È costituito da nove libri per un totale di 247 lettere scritte in un arco di tempo che va dal 96 a 109 d.C. È possibile raggruppare le missive dell’epistolario in tre tipi:
- Lettere dettate da occasioni pratiche (raccomandazioni, invio di notizie)
- Lettere dovute a ragioni sociali ( scambio di opinioni, riflessioni morali e letterarie)
- Lettere caratterizzate da ragioni di documentazione storica o da volontà descrittiva: a questa categoria appartengono le lettere più famose tipo l’elogio dello zio Plinio il Vecchio, le cronache dell’eruzione vesuviana etc.

LETTERE DI PLINIO IL GIOVANE

Ai nove libri dell’epistolario, ne fu pubblicato postumo un decimo contente la corrispondenza ufficiale con Traiano (121 lettere) durante il suo governo in Bitinia. Di particolare rilevanza sono le lettere 96 e 97 sulla questione dei cristiani. L’unica orazione che ci è giunta di Plinio è il panegirico a Traiano, il quale costituiva una gratiarum actio, ovvero un discorso di ringraziamento e di elogio per l’imperatore che ne aveva sostenuto l’elezione. Tutte perdute invece sono le sue orazioni civili e i componimenti di carattere poetico.

PLINIO IL GIOVANE: LINGUA E STILE

Lingua e stile. Le scelte stilistiche presente nell’epistolario ricalcano l’uso del sermo cotidianus, dunque l’espressione è immediata e colloquiale. Naturalmente i suoi testi mostrano un elevato controllo artistico e una letterarietà che sfrutta l’educazione retorica pienamente posseduta dall’ autore.
Da questo alto grado di competenza tecnica deriva altresì la bravura dell’autore nell’adeguare il tono alla situazione e all’interlocutore. Come ha osservato lo studioso Graziano Melzani sono frequenti in Plinio espressioni dialogiche interiezioni, proposizioni interrogative, anafore, diminutivi e partitivi.