Cicerone

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La lingua e lo stile del grande autore Cicerone (file .doc, 1 pag) (0 pagine formato doc)

Untitled La lingua e lo stile di Cicerone passano dalla composizione di frasi brevi delle lettere private a quello passionale delle orazioni, a quello ampio e complesso dei trattati.
Cicerone riusciva a modificare il linguaggio a seconda del messaggio che voleva trasmettere e del pubblico che lo doveva ricevere. In poche parole mise in atto ciò che aveva scritto nel De oratore e cioè che un buon oratore deve esprimersi in un buon latino con chiarezza ed eleganza. Tutte le sue opere e le sue ricerche sulla retorica furono finalizzate all'oratoria, intesa come arte del trasmettere messaggi. L'oratore non è solo un avvocato, ma anche un filosofo e un politico; quindi si possono definire di carattere retorico le opere politiche e filosofiche.
Cicerone trasferì la cultura ellenistica in lingua latina, utilizzando le regole della retorica. Per poter analizzare lo stile di Cicerone bisogna tener conto delle sue elaborazioni teoriche: ad esempio il numerus, cioè la ricerca di un ritmo capace di creare effetti al di là della struttura sintattica. Dal punto di vista linguistico, ricercò un periodare complesso dominato dall'ipotassi e fedele ad alcune regole come la consecutio temporum che definisce la scelta dei tempi. Il testo è tenuto insieme dai connettivi testuali, che scandiscono le sequenze sul piano sintattico e logico, e dalla concinnitas, cioè ricerca di simmetria fra le parti. Importanti sono le figure retoriche, sia di suono sia di posizione, che variano il discorso rendendolo piacevole, richiamando l'attenzione su alcuni elementi. LA FORTUNA All'inizio Cicerone ebbe un gran successo, poi durante l'età neroniana si affermò l'elocutio novella, resa popolare da Seneca, caratterizzata dalla ricerca di densità e brevità. Ma la cultura Cristiana, sia dal punto di vista stilistico sia dal punto di vista dei contenuti, si rifà a Cicerone. Nel Medioevo fu conosciuto solo come filosofo morale, mentre nell'Umanesimo ci fu la sua riscoperta, grazie al ritrovamento da parte del Petrarca delle Epistulae ad familiares, e ritornò maestro di stile: si potè così tornare ad un latino puro, imbarbarito dalle tradizioni medievali. I suoi trattati filosofici furono seguiti come modelli etici.