eta giulio claudia

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Morte di Augusto, Imperatori post-augustei, Mobilità sociale, Crisi del classicismo, Opere e autori latini (5 pagine formato doc)

L'età giulio-claudia L'età giulio-claudia Morte di Augusto Imperatori post-augustei La morte di Augusto nel 14d.C.
provocò un periodo di cambiamenti nella struttura istituzionale e in quella sociale. Il principato con Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone subì cambiamenti tali da somigliare sempre più ad una monarchia ereditari ed orientaleggiante. I quattro imperatori giulio-claudi hanno caratteristiche comuni. Infatti analizzandoli sotto un certo aspetto è possibile notare che: la fase iniziale dell'impero di ognuno era sempre caratterizzata da un periodo di positività dove la politica era improntata sulla tolleranza, la saggezza e la collaborazione la fase finale dell'impero di ognuno vedeva l'imperatore macchiarsi sempre degli stessi delitti: dispotismo, tirannia, terrorismo. Tiberio viene presentato come un ingannatore, un dissimulatore e come un debole tiranno.
Inizialmente parte con un programma politico basato sulla collaborazione con la classe senatoria ma, in breve tempo, finisce per accentrare nelle sue mani un potere sempre maggiore. Caligola viene descritto come un pazzo; anche lui come il suo predecessore inizia con un rapporto di collaborazione con il senato ma poi conclude il suo impero trasformando il principato in monarchia; introdusse diverse consuetudini di ossequio e di venerazione della sua persona ed infine dando grossi segni di squilibrio decise di nominare il suo cavallo senatore. Claudio venne riconosciuto dalla critica come un debole. Soltanto con lui la burocrazia imperiale venne riorganizzata ed adeguata in modo moderno ed efficiente; vennero costituiti i cosiddetti officia cioè dei veri e propri ministeri con importanti incarichi. Nerone visto come la personificazione del male e della follia portò a compimento quel processo di orientalizzazione del principato portato avanti in precedenza da Caligola Mobilità sociale L'età augustea ed il classicismo Gli intellettuali e gli imperatori giulio-claudi Crisi del classicismo Una nuova visione del mondo In questo periodo si ha l'affermazione di nuovi ceti sociali. A causa delle continue lotte con i nobili che volevano mantenere tutti quei privilegi che pian piano andavano perdendo per la prossima affermazione dell'assolutismo imperiale gli imperatori si videro costretti a sostenere e ad accattivarsi sempre più le simpatie dei nuovi ceti sociali. Ad entrare nelle fila di questi nuovi ceti erano personaggi provenienti dall'esercito e dall'ordine equestre. Questi personaggi insieme ai potenti liberti divennero i maggiori rappresentanti della piccola e media borghesia. Il classicismo era il segno che contraddistingueva la cultura di età augustea. Vi era la cosiddetta letteratura del decorum e della ratio, della compostezza e dell'equilibrio. In età giulio-claudia, invece, gli imperatori non ebbero per nulla a cuore la creazione di un rapporto di collaborazione con gli intellettuali e gli artisti ma finirono per instaurare un clima di censure e di sospetti; si ebbe cos' lo sfaldam