Terenzio: vita e opere

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la vita e le opere di Terenzio (7 pagine formato doc)

Terenzio: vita e opere - Publio Terenzio Afro, nato a Cartagine, viene condotto a Roma come schiavo ancora adolescente el educato nelle arti liberali TERENZIO LA VICENDA BIOGRAFICA Publio Terenzio Afro nasce a Cartagine intorno al 185 a.C.

o intorno al 195 a.C. Le poche notizie che si conoscono sulla vita di Terenzio risalgono ad una biografia scritta da Svetonio, indiretta: tra queste la biografia di Terenzio. Egli è condotto schiav­o a Roma (ma non è specificato in quali circostanze) dal senatore Terenzio Luca­no, che, dopo averlo fatto educare, lo affranca, attribuendogli il proprio nome gentilizio, come era consuetudine per i liberti.

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La vita di Terenzio s'inserisce nel periodo compreso tra la fine della se­conda guerra punica (201 a.C.) e l'inizio della terza (149 a.C.), e la sua vicenda bio­grafica si lega con la vicenda politica e culturale romana.
L'educazione e la formazione del giovane avvengono a Roma, con l'ausilio di maestri greci: Terenzio ha modo di imparare il latino ed il greco e di entra­re a contatto con la cultura greca.

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Entra in contatto con la colta aristocrazia romana, in particolare con Scipione Emiliano e Gaio Lelio. Comincia a scrivere in giovanissima età e fa rappresentare sei commedie che lo ren­dono famoso ma gli attirano anche una serie d'accuse. I suoi legami con il circolo scipionico gli procurano attacchi ripetuti e accuse di vario genere, dai quali si difende nei prologhi delle commedie. L'accusa più grave consiste nel sospet­to di essere coadiuvato da altri nella composizione delle sue commedie o di essere il prestanome di personaggi illustri.

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A differenza di Plauto, egli non modifica gli originali greci per adattarli alla sensibilità e ai gusti del pub­blico romano ma tende a conservare nelle sue commedie i tratti distintivi dell'arte greca, in sintonia con il rapido diffondersi della civiltà greca a Roma. Terenzio rappresenta la realtà del suo tempo e la interpreta, sulla base degli ideali condivisi dalla cer­chia di cui è interprete, in un linguaggio colto e raffinato.