Tito Livio

Appunto inviato da matrixbg
/5

Biografia, stile dell'autore, alcuni brani con testo latino, traduzione e osservazioni (13 pagine formato doc)

VITA

Nasce a Patavium (Padova) nel 59 a.C., morendo sempre li nel 17 d.C.

Il Cognomen non era conosciuto (Struttura nomi latini: Prenomen, nome proprio, Nomen, indicava la gens, ovvero l'unico capostipite, e il Cognomen, indicava la familia.

Si trasferisce a Roma, famiglia benestante, non partecipò a vita politica ma compì studi di retorica e filosofia.
Contatto però con ambienti politici (era amico di Ottaviano Augusto, dice Tacito che Ottaviano definiva Tito un Pompeiano, idee repubblicane; Augusto voleva restaurare la Repubblica)

Da 27 a 25 a.C. opera monumentale, "Ab urbe condita libri" , 142 libri. (opera probabilmente incompiuta)

Titolo non è dato da Livio che li definisce Annales o Libri all'interno dell'opera stessa.
Impostazione annalistica: storia cronologica.

Alterna soggiorni a Roma e a Padova prima di morire.

OPERE

AB URBE CONDITA LIBRI: 142 libri non tutti giunti a noi: dall'1 al 10, dal 21 al 45 più altri scarsi frammenti di altri libri (opera era così grande che circolava in diverse parti)

Dei libri perduti sono conservate le Periòchae, brevi riassunti composti tra il 3° e il 2° secolo d.C. (trascritti da scriba,amanuensi)

Struttura, contenuti: Argomento: storia di roma dalla fondazione fino all'età contemporanea all'autore. Si dice che l'opera arrivasse fino l'anno 9, quando ci fu un evento negativo per augusto. Ma Fino all'anno 9 a.C. o d.C.?

Nel 9 a.C. era morto Druso, figliastro di Augusto

Nel 9 d.C. sconfitta di Varo, legato di Augusto sconfitto da generale Arinino a Teutoburgo, Germania (nel sonno augusto si dice che proferiva: Varo, redde mi legiones)

Strano che 142 libri forse aveva pensato di scriverne 150, arrivare fino alla morte di Augusto nel 14 d.C. ma è rimasta incompiuta a causa della morte dell'autore. Forse 150 perché l'opera di Livio circolava in decadi, dieci libri, una suddivisione non necessariamente di Livio. Probabilmente scriveva 10 libri e li pubblicava e così via. Questo perché al 21° libro c'è un Proemio, la cui presenza sarebbe giustificata dal fatto che l'opera usciva a "puntate".

Dei 142 libri: i primi 68 narrano gli avvenimenti dal VIII a.C. al II a.C., sei secoli di cui da 1-10 a 21-45 salvati.

Gli altri 74, dalla fine del II a.C. sono dedicati la maggior parte alla storia contemporanea.

Perché alla storia contemporanea è dato più spazio?

  • Più fonti
  • Aveva assistito di persona
  • 1 sec a.C. fondamentale, dalla repubblica al principato
  • Nella prefatio dice di essere convinto che i suoi lettori avrebbero preferito la storia contemporanea a quella antica
Ogni storico si serve di fonti, che possono essere:

  • Primarie, documenti ufficiali-reperti archeologici - testimonianze - oggetti d'arte - monete
  • Secondarie, tutti gli scritti degli autori precedenti
Livio tralascia le fonti primarie e utilizza solo quelle secondarie, fonti scritte da autori vissuti prima di lui che avevano trattato quei periodi storici, fonti storiche o poetiche.