Virgilio

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Vita di Virgilio e traduzione della Bucolica I. (file.doc 3 pag) (0 pagine formato doc)

VIRGILIO VIRGILIO VITA: Publio Virgilio Marone nacque alle Idi di ottobre (15 ottobre) del 70 a.C.
nelle Gallia Transpadana, a circa tre miglia da Mantova, nel borgo che anticamente si chiamò Andes, poi Pietole e oggi ha il nome di Comune di Virgilio. I genitori, agricoltori di agiate condizioni, vollero dare al figlio un'educazione completa. Dopo aver trascorso l'infanzia in campagna, a dodici anni Virgilio, per continuare gli studi, si trasferì prima a Cremona, poi a Milano e infine a Roma, forse presso il maestro di retorica Epidio, che ebbe come discepoli anche Antonio e Ottaviano. Durante la permanenza a Roma, Virgilio ebbe l'opportunità di entrare in contatto con poeti e letterati e di conoscere la poesia greca; si recò poi a Napoli, alla scuola di Sirone, che era seguace del filosofo greco Epicureo (341-270 a.C.).
Gli ideali della filosofia epicurea, di rinuncia all'ambizione e al potere, di ricerca delle leggi che regolano l'universo, di liberazione dalle passioni e dalla superstizione, apparivano particolarmente suggestivi negli anni in cui, dopo l'uccisione di Cesare (Idi di marzo del 44 a.C.), dilagavano disordini e infuriava la guerra civile. In quel periodo Virgilio aveva già composto le sue prime opere: alcune brevi composizioni, peraltro di attribuzione incerta, varie per metro e contenuto, che vanno sotto il nome di Appendix Virgiliana. Virgilio morì a Brindisi il 21 settembre del 19 a.C. Fu sepolto a Napoli e sulla sua tomba fu inciso il distico che forse egli stesso dettò prima di morire. OPERE: All'incirca fra il 42 e il 39 a.C. Virgilio compose le Bucoliche, o Egloghe pastorali; sono dieci carmi, alcuni in forma di dialogo, in cui è riconoscibile il modelli del poeta greco Teocrito. La natura cantata nelle Bucoliche è quella del paesaggio padano, malinconico e sfumato, nel quale si riflette il sentimento di Virgilio. Stabilitosi a Roma dal 37 al 30 a.C., Virgilio si dedicò alla composizione delle Georgiche, costituita da quattro libri, dedicati a Mecenate, che aveva esplicitamente richiesto al poeta un'opera sull'agricoltura. Nell'opera vi è l'esaltazione di valori come il lavoro, l'attaccamento alla terra e la virtù. Successivamente Virgilio di dedicò alla composizione dell'Eneide. L'opera, divisa in dodici libri, è un poema epico costruito sul modello dei poemi epici greci. Narra la leggenda dei progenitori di Roma, la armonizza con i fatti della storia e la arricchisce di solenni presagi. Bucolica I LATINO MELIBEO Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi silvestrem tenui Musam meditaris avena; nos patriae fines et dulcia linquimus arva: nos patriam fugimus; tu, Tityre, lentus in umbra formosam resonare doces Amaryllida silvas. TITIRO O Meliboee, deus nobis haec otia fecit: namque erit ille mihi semper deus; illius aram saepe tener nostris ab ovilibus imbuet agnus. Ille meas errare boves, ut cernis, et ipsum ludere, quae vellem, calamo permisit agresti MELIBEO Non equidem invideo; miror magis: undique totis usque adeo t