Appunti su Orazio: nunc est bibendum

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Appunti su Orazio: nunc est bibendum - Orazio     “NUNC EST BIBENDUM” - Questa ode fu scritta da Orazio in un momento particolarissimo quando la regina Cleopatra, fu fatale monstrum annientata dal potere annientata dal potere.
Il “nunc est bibendum” è il celeberrimo attacco che Orazio riprende dalla lirica alcaica, e significa in greco “ora bisogna bere fino a stordirsi”, perché fatale monstrum, cioè quella regina che preparava contro il Campidoglio è morta.
Cleopatra è morta e quindi bisogna bere per festeggiare diciamo cosi questa vicenda.

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È un’ode diversa questa perché è un’ode politica, non è un’ode filosofica, un’ode di aurea mediocritas, ma è una di quelle odi che prendendo le movenze diciamo così da un’occasione diciamo così costituzionale poi prende l’occasione per fare un discorso ancora più complesso.
In questa ode Orazio racconta le vicissitudini della vita, il fatto che Cleopatra dalle stelle, padrona di un mondo e padrona di una ricchezza alla fine precipitò nel baratro fino a decidere lei di suicidarsi, maneggiando le squamose serpi.
Il motivo è il motivo della morte gloriosa, perché la morte resa cioè la regina più coraggiosa, più feroce della morte da lei decisa, quindi il motivo è il motivo del suicidio politico, cioè la regina che invasata decide di morire pur di non cadere nelle mani appunto dei romani.
Questa è l’ode che celebra si la vittoria di Roma, ma anche con uno sguardo compassionevole verso chi ha perso.

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Quindi un elogio dei vincitori ma anche la pietà per chi è vinto.
In Orazio c’è un crescendo ma anche un soffuso diminuendo, un decrescendo, inizia con questo vigorosissimo “nunc est bibendum” e poi con note sempre più tenui arriva ad esprimere la morte appunto di questa regina che aveva dato filo da torcere a Roma.
Questa ode è stata chiamata “ode del furore bacchico”.


In questa ode ad esempio sia nel verso, prendiamo la prima strofa.
In questi versi la storia di una regina, la storia di una parabola di vita, la storia di una vita straordinaria al di là poi della parte romantica che noi conosciamo, del fatto che la regina Cleopatra dalla sua bellezza aveva fatto innamorare più di una persona, pare non solo Antonio ma anche lo stesso Cesare, quindi una persona fatale, un “fatale monstrum”, là dove monstrum non significa mostro di bruttezza ma significa monstrum da “monstro” che vuol dire meraviglia, un qualcosa di meraviglioso, di straordinario che era stata portata dal destino, cioè la regina Cleopatra era stata portata dal fato.

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