Aulularia di Plauto

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Analisi della famosa commedia di Plauto (notizie sul genere, trama, analisi dei personaggi, commento). (4 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

18/01/2001 18/01/2001 Alessandra Ciliberto III^N Tito Maccio Plauto: Aulularia (o commedia della pentola) Notizie sul genere: Il genere della commedia greca e romana era caratterizzato dalla funzione di divertire il pubblico suscitandone il riso.
La commedia coincideva con fede e riti religiosi, e si presentava come uno spettacolo misto di poesia , musica , canto e danza, eseguito da attori e coreuti che indossavano una maschera: essa permetteva agli attori di interpretare più parti( anche femminili, visto che erano solo uomini), e anche agli spettatori più lontani dal palco, di riconoscere ogni personaggio. Poiché la commedia si proponeva di incuriosire e rallegrare il pubblico, prevedeva sempre lo scioglimento felice del nodo drammatico, il superamento delle difficoltà e degli ostacoli nel lieto fine.
Essa inoltre metteva in scena per lo più personaggi di condizione sociale umile o media, e vicende della vita comune( in chiave caricaturale) : perciò anche il suo stile è semplice e tende a riprodurre il linguaggio quotidiano. Dobbiamo inoltre ricordare che, per quanto riguarda il genere comico che conosciamo meglio, la commedia attica, essa venne suddivisa in tre fasi evolutive: la commedia antica, quella mediana e la commedia nuova. Mentre della mediana ci sono pervenute scarsissime testimonianze, conosciamo i massimi esponenti dell'antica e della nuova, rispettivamente Aristofane e Menandro. Il primo commediografo latino di cui leggiamo opere complete è però Plauto. Egli, modificando liberamente i testi greci per adattarli al pubblico romano, riesce ad integrare elementi popolareschi nelle strutture della " nuova ", di cui conserva i personaggi e gli intrecci, e crea, non senza una occultata raffinatezza, opere di grande vitalità stilistica ed espressiva. Trama dell'Aulularia Le vicende narrate si svolgono ad Atene, e lo scenario ricorrente è la piazza sulla quale si affacciano le case di Euclione e Megadoro ( due protagonisti). La commedia è aperta dalla narrazione del genio di famiglia ( tutore del focolare domestico al quale si offrivano quotidianamente sacrifici) a cui il nonno di Euclione aveva offerto un tesoro in monete d'oro. Fu per gratitudine verso Fedria, la figlia di quest'ultimo, particolarmente devota, che il genio concesse proprio a lui di ritrovare il tesoro, seppellito in mezzo al focolare. Custodendolo, il vecchio Euclione finì per perdere la ragione, tormentato continuamente dall'idea che il tesoro potesse essere rubato. Nel frattempo Liconide, un giovane d'alto rango violentò Fedria durante le veglie di Cerere. Da qui le vicende iniziano ad intrecciarsi: infatti mentre vediamo Euclione intento a maltrattare la sua serva, Stafila, in quanto probabile complottatrice alla ricerca del tesoro, si presenta da lui il suo vicino di casa, il ricco Megadoro che, spinto dalla sorella Eunomia( anche madre di Liconide , che infatti è il nipote di Megadoro), vuole chiedere la mano di Fedria, anche se senza dote. Euclione accetta a stent