Bucolica IV

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Analisi e traduzione della quarta ecloga di Virgilio (2 pagine formato doc)

Il componimento nasce forse da un intento encomiastico nei confronti di Asinio Pollione.
Sebbene l’argomento e il tono elevato lo rendano una semibucolica, il rifiuto della civiltà e il ritorno a una comunione profonda tra uomo e natura gli conferiscono caratteri strettamente pastorali. La composizione risale alla fine del 40 aC, anno che vide siglare la pace di Brindisi tra Antonio e Ottaviano, perciò vi sono i toni di fiducia e speranza in un futuro felice dopo la pace e l’ecloga può essere intesa anche come un’allegoria storico-politica, come un tentativo di superare l’epoca della guerra civile per iniziare una fase storica di pace e serenità. Virgilio riprende la profezia della nuova età dell’oro dai libri sibillini, che lo stesso Ottaviano aveva fatto pubblicare.
In questi vi era la teoria del magnus annus, accettata dalla religione orfica e dalla filosofia stoica.


Questa era caratterizzata da una concezione ciclica della storia che scandiva le ere secondo un progressivo imbarbarimento della società: a partire da un’iniziale età idillica dell’oro si giungeva all’età del ferro attraverso quella dell’argento, del bronzo e degli eroi. Tutto nell’universo si rinnovava all’interno di questo ciclo perenne, corrispondente al periodo impiegato dagli astri per riallinearsi e riprendere la posizione occupata all’inizio dei tempi. Gli stoici prevedevano una grande catastrofe, mentre si pensava che la vergine Astrea, dea della giustizia, fosse l’ultima dea ad abbandonare la terra alla fine dell’età dell’oro e verrà ripresa anche da Ovidio nelle Metamorfosi.


L’avvento dell’età dell’oro è qui accompagnato alla nascita di un puer e viene introdotto anche il locus amoenus, caratterizzato dalla cessazione dei commerci, dei traffici e della navigazione, fonti di pericoli e corruzione a causa del desiderio di guadagno. Riguardo all’identità del puer vi sono teorie contrastanti: secondo una prima interpretazione andrebbe inteso come una creatura di natura divina, ma il fatto che vengano descritte le fasi, puramente umani, della crescita fanno pensare a un personaggio reale.