Bucolica 1: traduzione e analisi

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Bucolica 1: traduzione e analisi della prima ecloga di Virgilio (2 pagine formato doc)

BUCOLICA 1: TRADUZIONE E ANALISI

Bucolica I - Echi di guerra civile. L’ecloga presenta un dialogo tra due pastori: Melibeo e Titiro.

Il primo, colpito dall’esproprio delle terre, è costretto a lasciare la sua patria, che contempla per l’ultima volta prima di avviarsi all’esilio; il secondo ha potuto conservare le proprie terre grazie all’intervento di un deus incontrato durante un viaggio a Roma, ma di cui non si specifica l’identità. L’ecloga è stata interpretata in chiave autobiografica e intesa come un ringraziamento rivolto da Virgilio, personificato in Titiro, al deus Ottaviano. Le opposte sorti di Titiro e Melibeo rispecchiano due diversi modi di rapportarsi al potere: la rovina di Melibeo ribadisce la fragilità del microcosmo bucolico, minacciato dalla storia; mentre Titiro, risparmiato grazie all’alleanza con il potere, si fa portavoce del motivo encomiastico , sottolineando che l’alleanza con il potere è l’unica possibilità di sopravvivenza, anche della stessa poesia.
Il dialogo è ripreso dagli idilli di Teocrito, però in questo impianto pastorale si innesta il tema proprio di Virgilio di attualità. È difficile delineare il carattere dei personaggi, perché ci sono tante contraddizioni. Titiro è un senex, ma parla dell’amore come uno iuvenes. Di Melibeo non si conosce l’età né la posizione sociale, ma sappiamo che è stato un piccolo proprietario terriero. Sono appena abbozzate Galatea, una donna avida, e Amarillide, una donna amorosa, entrambe amanti di Titiro. Non possiamo individuare il paesaggio geograficamente e storicamente, ma ha le caratteristiche di quello laziale e lombardo, soprattutto mantovano nel momento in cui menziona il fiume Mincio e il Po e la terra povera e non lussureggiante. Dovrebbe essere estate perché c’è la ricerca dell’ombra, però si parla di castagne, quindi è probabile che fosse un autunno molto caldo. Menziona le api iblee, che prendono il nome dai monti iblei, in Sicilia, e producono un miele rinomato.

Bucoliche: analisi del testo

BUCOLICA 1: ANALISI DEL PERIODO

All’interno della macrostruttura si possono individuare tre sequenze:
• La prima sequenza, dai versi 1-18, propone l’opposizione tra i destini dei due pastori: lo spazio idillico di Titiro si contrappone a quello devastato dell’esule Melibeo e il punto di vista dei due pastori si alternano.
M: Titiro, tu che riposi sotto l’ombra di un alto faggio, studi sull’esile zampogna una melodia silvestre: noi lasciamo i territori della patria e i dolci campi, noi abbandoniamo la patria; tu o Titiro, rilassato all’ombra insegni alle selve a risuonare della bella Amarillide.
T: O Melibeo, un dio mi (ci) ha permesso questi momenti di pace: e infatti quello sarà sempre per me un dio; e spesso un tenero agnello (tratto) dai nostri ovili bagnerà l’altare di quello. Quello ha permesso ai miei buoi ,come vedi, di camminare liberi (errare) e mi ha permesso di suonare con la zampogna agreste ciò che volessi.

Le Bucoliche di Virgilio: analisi