Le Catilinariae

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Ai vertici dell’oratoria ciceroniana si pongono le Catilinariae, quattro orazioni tenute nel 63 e pubblicate attorno al 60 contro Lucio Sergio Catilina, in seguito al tentato colpo di stato, noto come congiura di Catilina. (1 pagine formato pdf)

Ai vertici dell’oratoria ciceroniana si pongono le Catilinariae, quattro orazioni tenute nel 63 e pubblicate attorno al 60 contro Lucio Sergio Catilina , in seguito al tentato colpo di stato, noto come congiura di Catilina.
Quando nel 63 Catilina non venne eletto console per l’anno seguente egli e alcuni congiurati fissarono per il 16 dicembre incendi in tutta la città e un eccidio di nobili e illustri politici, tra cui lo stesso Cicerone.
Ma l’amante di uno dei congiurati informò Cicerone di quel che stava accadendo.
Quella sera stessa alcuni congiurati si sarebbero infatti presentati a casa di Cicerone e avrebbero tentato di ucciderlo.
Cicerone non risparmiò mezzi ed effetti speciali per mettere in cattiva luce
Catilina.
Quando Lentulo, uno dei congiurati, tentò di guadagnare l’appoggio di duna delegazione di Galli Allòbrogi, Cicerone lo venne a sapere e con il loro aiuto si procurò le prove necessarie ad arrestare i capi della congiura e costringerli a confessare il reato.
La Prima Catilinaria (senato, 8 novembre 63) si apre con i celebre inizio ex abrupto «Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?» (quo uterque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?), con cui avviò l’attacco a Catilina, ancora a Roma e presente alla seduta.
Cicerone fa notare che al suo ingresso i senatori gli fecero il vuoto attorno, lasciandolo solo al suo scanno, con un affronto non toccato mai a nessuno. Cicerone mostra di essere informato dei piani di Catilina e lo spinge ad andarsene da Roma, uscendo allo scoperto e autodenunciando la congiura che Cicerone non aveva ancora abbastanza prove per incriminare.