Catullo e Saffo a confronto

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Confronto tra il Carme 51 di Catullo e una poesia di Saffo (1 pagine formato doc)

CATULLO E SAFFO

Consuntivo – Confronto tra il carme 51 di Catullo e la poesia di Saffo da cui è ripreso
Saffo (sec.

VII-VI a.C.) fu una poetessa greca che, vissuta al centro di un tiaso di fanciulle, espresse all’interno delle sue composizioni sentimenti d’amore per alcune di queste. Dei suoi nove libri, ordinati e raccolti dai filologi alessandrini, sono rimasti solo un inno dedicato ad Afrodite e numerosi frammenti di cui uno, descrivente il turbamento d’amore, che Catullo ha tradotto e ripreso nel suo Carme 51.
Saffo.
Simile a un dio mi sembra quell’uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, subito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell’erba; e poco lontana mi sento
dall’essere morta.

Catullo e Foscolo: differenze e analogie

CATULLO E SAFFO CARME 51

Catullo.
Egli mi sembra essere pari a un dio,
egli, se è lecito, superare gli dei,
che sedendo di accanto a te
ti guarda e ti ascolta
ridere dolcemente; a me misero
vengono meno i sensi: perché appena,
Lesbia, ti vedo, non mi rimane più
alcuna voce.
Mi si lega la lingua, una leggera fiamma si spande nelle vene, un suono
sibila negli orecchi e i miei occhi
sono coperti dalla notte.
L’ozio, Catullo, ti molesta: troppo
nell’ozio immerso fantastichi.
L’ozio stesso ha rovinato re
e città fiorenti

SAFFO POESIE

L’ode contiene un “elenco” di tutte le sensazioni e i sentimenti che la gelosia e l’amore provocano in chi è costretto a vedere la donna amata con qualcuno di estraneo.

Nella descrizione sono coinvolti tutti i sensi: la voce scompare, le orecchie rombano, la vista si annebbia, brividi percorrono il corpo…. E’ molto particolare il fatto che non vi sia alcuna indicazione di odio dovuto all’invidia ma, anzi, colui che ha la fortuna di vedere e ascoltare da vicino la donna è ammirato e posto su di un “gradino più elevato”.
Dal confronto dei due componimenti vediamo che, nella sua poesia, Catullo si limita quasi esclusivamente a tradurre, e solo in parte a rielaborare, le prime tre strofe dell’ode di Saffo ma, inoltre, introduce una strofa di carattere gnomico, contenente una riflessione sull’ozio.

CATULLO POESIE

Analizzando dettagliatamente il carme notiamo che il poeta ha ripreso alcuni elementi ricorrenti in altre sue opere. Già nella prima strofa, infatti, egli utilizza un’iperbole (verso 2), probabilmente per accentuare il sentimento di profonda invidia (o forse pesino di ammirazione) nei confronti di chi si trova con la donna da lui amata, attraverso un paragone con le divinità. Questa figura retorica è una delle più sfruttate da Catullo, che la inserisce nei suoi carmi, sia con valore numerico, sia qualitativo (Ad esempio nel carme 70 pone in paragone se stesso e Giove, il più potente degli dei).