Cicerone - De officiis

Appunto inviato da kenzus
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4 MA ESSENDOMI PROPOSTO DI INDIRIZZARTI QUALCOSA IN QUESTO PERIODO E MOLTO IN SEGUITO HO VOLUTO COMINCIARE PRINCIPALMENTE DAL 4 ma essendomi proposto di indirizzarti qualcosa in questo periodo e molto in seguito ho voluto cominciare principalmente dal tema che fosse adattissimo alla tua età e alla mia autorità.
Infatti sebbene nella filosofia siano molte le questioni importanti ed utili trattate dai filosofi in modo accurato e ampio, appaiono avere un + vasto campo di applicazione i precetti che da loro sono stati forniti intorno al dovere. Infatti nessun momento della vita né nelle questioni pubbliche, né private, né nelle questioni forensi né domestiche né se tu fai qualcosa da solo, sia che se entri in rapporto con un altro, può andare esente dal dovere e nella sua osservanza risiede tutta la rispettabilità della vita, nella sua negligenza tutta l'infamia. 5e per lo meno quest'elemento d'indagine è comune a tutti i filosofi.
Infatti chi c'è che senza delineare alcuna regola di comportamento osi definirsi filosofo? Ma vi sono alcune scuole filosofiche che, nella definizione del sommo bene e del sommo male, pervertono ogni idea di dovere. Infatti colui che definisce il sommo bene in modo che esso nn abbia niente in comune con la virtù, e lo misura in base al proprio utile, nn in base a ciò che è moralmente onorevole, costui, se si mantiene coerente alle proprie dottrine, e nn si lascia vincere di tanto in tanto da una naturale inclinazione al bene, nn potrebbe coltivare né l'amicizia, né la giustizia né la libertà; d'altra parte, in nessun modo potrà essere forte chi giudica il dolore il sommo male, o temperante chi definisce il piacere come sommo bene. Sebbene queste cose siano tanto evidenti che la questione nn richiede una discussione, tuttavia ne ho trattato altrove. 6queste scuole filosofiche dunque se volessero essere coerenti con se stesse non potrebbero dire nulla sul dovere e sul dovere non possono essere forniti precetti saldi, stabili, conformi alla natura se non da parte di coloro che dicono che solo, o soprattutto quando è moralmente onorevole deve essere ricercato di per se. Così questo precetto è proprio degli stoici, degli accademici, dei peripatetici, poiché è stata cacciata di scena già da un pezzo da aristone, pirrone ed erillo che avrebbero tuttavia il loro diritto di trattare del dovere, se avessero lasciato sussistere un criterio di scelta tra le cose, e lasciasse adito a determinare i doveri. Segua pertanto questa questione soprattutto gli stoici non come un traduttore ma come siamo soliti fare, attingerò dalle loro fonti, liberamente in base al mio giudizio quanto e come mi parrà opportuno 42poi, come era intenzione si passi a parlare della beneficenza e della generosità, della quale niente è più consono alla natura umana, ma essa richiede molte cautele. Infatti si deve fare attenzione, in primo luogo, a che la beneficenza non risulti dannosa a quelli stessi nei confronti dei quali si appaia agire in maniera benevola, e