Cicerone: opere

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Le opere di Cicerone: opere filosofiche, opere retoriche, opere politiche, opere poetiche, orazioni, epistolari (5 pagine formato doc)

CICERONE: OPERE FILOSOFICHE

Le opere filosofiche.

Le opere filosofiche di Cicerone sono molto importanti perché consentono di ricostruire il pensiero di molti filosofi greci i cui testi originali sono andati perduti. Questo perché lo scopo principale delle opere filosofiche era appunto quello di far conoscere ai suoi concittadini, ed anche ai posteri, successivamente, le dottrine relative al grande patrimonio filosofico greco. Nel contempo Cicerone opera anche una sintesi dei risultati a cui il pensiero greco era pervenuto nel corso dei secoli.

Egli si avvale, infatti, del metodo “dossografico” che procedeva alla discussione dei problemi mediante il confronto di più opinioni espresse dai vari filosofi. Cicerone, infatti, accoglie, di volta in volta, le varie opinioni, facendole proprie, senza però mai aderire a nessuna di esse. Il suo è un atteggiamento aperto ma anche critico ed indipendente. Le scuole che vengono maggiormente analizzate sono:
•    Accademica: in campo gnoseologico ed etico-morale;
•    Stoica: nel campo della morale pratica.
L’ideale della HUMANITAS = concezione dell’uomo si può riassumere nei seguenti punti:
L’uomo è superiore agli altri esseri viventi grazie al dono della ragione che lo rende simile agli dèi.
L’riesce ad assoggettare alla ragione gli istinti naturali, i sentimenti e la passione.
Grazie alla cultura e allo studio l’uomo riesce a conoscere se stesso ed il mondo che lo circonda.

Cicerone: opere filosofiche

CICERONE: OPERE RETORICHE

Nei rapporti con gli altri, l’uomo deve essere sempre animato da rispetto, tolleranza e benevolenza. L’autocontrollo, l’equilibrio, l’affabilità e la cortesia sono manifestazioni della bellezza interiore.
Il dovere principale dell’uomo è quello di rendersi utile alla società e alla patria.
I riconoscimenti esteriori (gloria, successi, prestigio) sono importanti ma non devono costituire lo scopo delle azioni dell’uomo.
L’uomo non deve sperare in una ricompensa alle sue azioni che lo attende dopo la sua morte. La coscienza di aver compiuto il suo dovere è già una ricompensa di per sé. (morale laica).

CICERONE: STILE

Lo stile è elaborato ed ornato. Cicerone si propone di imitare Platone. Egli creò, inoltre, il lessico filosofico latino. Cicerone si dedicò alla stesura delle opere filosofiche negli ultimi anni della sua vita, quando fu allontanato dalla scena politica. Il suo scopo era quello di rendersi ancora utile ai suoi concittadini.
Le opere:
CONSOLATIO (CONSOLAZIONE a se stesso) fu scritta in seguito alla morte della figlia Tullia a cui era fortemente legato
HORTENSIUS: un dialogo dedicato al grande oratore Ortensio Ortalo che era un elogio alla filosofia. Quest’opera fu molto apprezzata da Sant’Agostino.

CICERONE: EPISTOLE

Gli epistolari. Cicerone fu il primo ad introdurre il genere epistolografico a Roma. Di lui si conserva un corpus di epistole che comprende 864 lettere, scritte tra il 68 e il 43 a.C., suddivise in 4 raccolte che furono pubblicate dopo la morte dell’autore:
- 16 libri di EPISTULAE AD ATTICUM, scritte al caro amico Attico, che pubblicò la raccolta.
- 16 libri di EPISTULAE AD FAMILIARES, scritte ai familiari come la moglie Terenzia e i figli, e ad amici tra cui Pompeo, Cesare e Catone. Essa comprende anche una novantina di lettere di suoi corrispondenti.
- 3 libri di EPISTULAE AD QUINTUM FRATEM, scritto al fratello Quinto.
- 2 libri di EPISTULAE AD MARCUM BRUTUM, con 26 lettere, di cui 9 appartengono allo stesso Bruto, che scrisse a Cicerone durante il soggiorno in Illiria quando si preparava alla guerra contro Antonio.